Con un’esperienza di design di dodici anni in famose case d’abbigliamento, come Calvin Klein e Pierre Cardin, e una collezione finita e firmata alla mano, il giovane stilista avrebbe in Cina facile successo, ma ha deciso di partire per l’Europa…portando il know how arricchito dall’esperienza orientale.

DA DOVE NASCE LA PASSIONE PER LA MODA?
La passione per la moda viene dalla mia famiglia. Mia madre era una sarta d’alta moda e fin da ragazzino la guardavo cucire dei bellissimi capi per i suoi clienti. Mi divertiva toccare i tessuti preziosi che adoperava e vederli trasformasi in splendidi abiti. Così, sotto il consiglio dei miei genitori che mi hanno sempre spronato alla creatività, mi sono trasferito a Roma ed ho frequentato l’accademia Koefia.
Ho studiato per 3 anni con i migliori professionisti del settore ed ho avuto la possibilità di lavorare con case di moda romane da cui ho imparato moltissimo.
Mi sono molto presto reso conto che il mondo della moda è internazionale e, cercando di restar ben ancorato alle mie radici, ho deciso di trasferirmi a Londra ed immergermi completamente in un esperienza di storia, design e stile completamente diversa.
Londra, Amsterdam, e poi Miami mi hanno dato le facoltà per sviluppare in maniera naturale ed incondizionata la mia creatività ed il modo di esprimermi.
Qualche tempo dopo sono approdato a New York, tappa fondamentale per la mia carriera. Ho frequentato un corso di cool hunting and trend setter presso il “F.I.T.” e nel frattempo ho iniziato a collaborare come designer per Calvin Klein.
Nella molteplicità di razze ed esperienze newyorkesi, ho cominciato ad interessarmi anche ad altre forme d’arte non direttamente collegate al campo della moda ma per me da sempre strettamente connesse, pittura e disegno sia grafico che astratto.
Dalla grande mela sono sbarcato poi a Barcellona, continuando a coltivare quest’idea di stretta connessione tra arte e moda e maturando una serie di progetti che in breve mi hanno portato alle prime sperimentazioni ed applicazioni dei dipinti ai tessuti.
Dopo qualche tempo mi è arrivata una proposta di docenza presso il “Fashion Institute” di Shanghai. Anche se questa sarebbe stata l’ennesima rivoluzione e capovolgimento di vita, mi sono letteralmente buttato in un esperienza che sentivo di dover fare, la Cina mi aveva sempre attratto e qui avrei avuto l’occasione per conoscere una realtà ed una cultura di cui già si parlava tanto, ma che in realtà nessuno conosceva ancora come oggi. Ennesimo trasloco: Shanghai. Anche se con periodi più o meno brevi di permanenza europea, sono ormai più di 5 anni che vivo qui imparando a conoscere ed a convivere con una delle realtà più affascinanti ma al tempo stesso più diverse da tutto ciò a cui ero abituato: l’oriente. Certamente con difficoltà linguistiche e di comunicazione, sono riuscito ad integrarmi in una società che cresce e si sviluppa senza darti il tempo di rendertene conto. Il contrapporsi delle realtà cittadine in continuo stravolgimento ed innovazione tecnologia con quel poco che rimane della vecchia Cina, è talvolta sconvolgente. Il tutto sempre cercando di imparare ad insegnare a questo popolo cosa si intende per moda dalla nostra parte dell’emisfero. Gli scontri, sempre ovviamente costruttivi sia con gli studenti universitari prima, sia con le aziende ed i professionisti poi, mi hanno permesso di conoscere tanto di questo mondo di cui però mi sembra talvolta di conoscere molto poco. A Shanghai continuo sempre ad insegnare ed a seguire dei progetti per design di interni, ho però smesso di collaborare con aziende europee che vengono a produrre qui, potendo dedicarmi così alla ricerca di quello in cui credo più di qualsiasi altra cosa: la creazione della moda come opera d’arte.

COME DEFINISCI IL TUO STILE?
E’ difficile analizzare il proprio stile, lo definirei fanciullesco per cui colorato ed indipendente, vivace ma allo stesso tempo determinato ed incisivo. Un bambino che gira il mondo e viaggia, cosi facendo cresce e matura, imparando ad usare i suoi occhi per vedere ciò che lo circonda.

A CHI T’ISPIRI?
Le ispirazioni arrivano da ogni luogo, forma ed emozione. Gli odori ed i sapori di realtà sempre nuove e dinamiche. Situazioni e luoghi quotidiani che invece appaiono sempre nuovi e ricchi di colori ogni volta diversi. Proprio il colore ed il suo significato, con le sue sfumature sono la mia fonte primaria di ispirazione. I colori mi riempiono di turbinii di emozioni e sensazioni ricordandomi ogni istante quanto siano importanti nella mia vita.

CHE DIFFERENZA TROVI TRA IL MERCATO ORIENTALE E QUELLO ITALIANO?
Il mercato italiano penso che sia adulto, anzi ogni tanto anche decisamente anziano. La moda è nata in Italia. Per secoli il nostro paese ha visto e respirato moda con innovazioni incredibili e cambiamenti impressionanti. E’ stato fatto e visto di tutto, ma nel nostro paese esiste un mercato decisamente tradizionalista, per cui il nuovo e l’esperimento di idee devono essere trasmesse con una forte attenzione a non stravolgere troppo le abitudini secolari. Per cui purtroppo molte volte il risultato è una scarsa apertura a nuove idee.
L’Asia ed ancor più la Cina, un gigante bambino che cresce a vista d’occhio, vede oggi qualcosa di diverso dalle secolari tute verdi e blu tutte uguali. La frenesia di comunicazione e la corsa alla tecnologia ed al design comporta un evoluzione incontrollabile. Questo popolo corre e si evolve e lo sta facendo anche nella moda. La voglia di colore e di novità rende questo popolo una spugna per tutte le nuove idee e credo che la loro curiosità “bambina” faccia il resto.

LE TUE COLLEZIONI A CHI SI RIVOLGONO?COM’È LA DONNA MANLIO CARTA?
Le mie collezioni si rivolgono ad un pubblico sicuramente giovane e dinamico, una ragazza ed una donna a cui piace l’eleganza e sicuramente il colore, ma che è padrona di un suo tocco di innovazione ed originalità creativa.
Le ispirazioni ricordano gli anni ’70 e ’80, i concetti, se pur rivisitati, restano comunque ricchi di contaminazioni e forme ben visibili e chiare.
La donna Manlio Carta è sicuramente seducente e piena di voglia di vita, ritrova nei colori delle stampe una propria identità. Il gioco cromatico aiuta una malizia, a volte quasi bambina, a sprigionare una vitalità ludica e divertente. Le forme attillate mettono in evidenza la femminilità trasportando la seduzione in un arena di colore e dinamismo.

COME TRASCORRI IL TEMPO LIBERO?
La mia arte è il mio lavoro, il mio hobby, la mia passione, …la mia vita! Quando non disegno abiti, dipingo quadri e quando non dipingo girovago con macchina fotografica alla mano in cerca di scatti. Mi circondo del colore, lo stesso colore che poi voglio dare alla gente attraverso le mie creazioni. Adoro stare con i miei amici e viaggiare.

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