Il racconto della sfilata di Grimaldi Giardina parte direttamente dal cuore degli stilisti. Un cuore  che come ex voto è diventato logo della maison per ringraziare angeli esanti che hanno protetto negli anni Antonio Grimaldi e Sylvio Giardina nel loro cammino professionale.

Gli stilisti che dopo aver iniziato a  Roma e proseguito sulle passerelle parigine della Haute Couture  tornano nella città eterna, sfilando la collezione Alta Moda primavera/estate 2008nella suggestiva location del Complesso Monumentale Santo Spirito in Saxia.

Iconografie e iconologie religiose  prese come spunto, ma rilette in chiave onirica, in un’atmosfera quasi felliniana. Sullo sfondo, una festa patronale con tanto di banda musicale e “La Lummata”, la luminaria della tradizione salernitana, paese di origine di Antonio Grimaldi, appositamente costruita dagli artigiani locali per gli stilisti.

Sulla passerella santi e angeli custodi totalmente vestiti di  bianco e il volto coperto da mascherine di pizzo.

Abiti costruiti con forme moderne, geometriche, che fanno da contrasto all’atmosfera  tradizionale. Il bianco  per enfatizzare  forti e decise strutture sartoriali: maniche sbieche che creano ampie volute, a contrasto con gonne longuette strizzate al ginocchio oppure corte con effetto “cul de Paris”.

Abiti in organza, duchesse e satin,  fiocchi e nastri che diventano giacche scultura.

Gioielli che ricordano i raggi dei cuori sacrali, incastonati a specchio nel metallo battuto.

Angeli che nel toccare terra calzano scarpe in vernice specchiata o dai colori neutri, quasi a richiamare un nude look come fossero scalzi. 

Total black per gli abiti neri arricchiti da  lavorazioni di pizzo chantilly ricamati a righe, per un  effetto gessato. Gonne a tubo fino al ginocchio, pantaloni maschili dal taglio decisamente skinny abbinati a camicie di pizzo. Il cuore sacro diventa poi applicazione irradiandosi sui corpetti degli abiti in plissé.

Bianco e  nero, colori da sempre prediletti da Grimaldi Giardina, si addolciscono per gli abiti da cocktail e da sera in tonalità più neutre e romantiche come l’ecrù, il rosa cipria e l’avorio, con sferzate di oro e argento.

Giochi di contrasti tra tessuti e forme per gli abiti di tulle con grandi scudi sui corsetti, decorati con cristalli e pietre swarovski.

Straordinaria la lavorazione dei pizzi che diventano ornamento, bijoux, che assomigliano ai gioielli nelle forme di cuori, bolle, ma soprattutto grandi e piccoli cammei, ricamati all’interno da deliziose raffigurazioni intarsiate come antichi arazzi che poi si sciolgono in frange per stole ed abiti gioiello.

Singolare l’ abito in pizzo guipure ricamato a grandi cuori dedicato all’amico scomparso Egon von Furstenberg, che li ha sostenuti e incoraggiati ai loro esordi. Per Antonio Grimaldi e Sylvio Giardina un vero principe, nello stile e nell’anima, il cui affetto da sempre custodiscono nel loro cuore sacro.

 “Lo specchio siete voi”….“Esistono due tipi di donne: le fashion victims che sembrano scappate da una sfilata, tutte identiche, e poi le professionelles de la mode, che hanno la capacità, il talento, la voglia di inventare se stesse secondo i momenti vissuti, donne autrici della propria vita. Niente è più facile che accedere al lusso: bastano i soldi. Ma non si possono comprare la bellezza, l’eleganza: quelle si portano dentro, nell’anima, fanno parte dell’educazione” – Emanuel Ungaro

Dieci anni di lavoro, dieci anni di Alta Moda. Grimaldi Giardina raccontano in un volume edito da Alberto Castelvecchi, la loro storia, il loro cammino nella moda.

E’ intitolato “Lo specchio siete voi”, perché lo specchio creativo sono le persone e ogni persona è lo specchio di se stesso. Ogni donna può essere “couture”, nel momento in cui sceglie e costruisce la propria immagine.

Più che un libro, ci troviamo a leggere un diario privato, in cui intervengono anche amici, esperti del settore, personaggi del jet set che negli anni hanno indossato le loro creazioni.

Tutto è raccontato come una fiaba, uno “scrapbook” con appunti significativi del loro percorso professionale, le immagini delle sfilate, gli schizzi dei disegni e dei pizzi disegnati direttamente dagli stilisti, fino ai servizi fotografici.

Si comincia dal loro rapporto con il sacro, dalla scelta del cuore come simbolo:

Antonio Grimaldi : “Nella mia infanzia c’è stato un contatto quotidiano con il sacro. Le feste del paese, le musiche pungenti delle bande che accompagnavano le cerimonie religiose. Tutto il tempo della vita era segnato dal sacro. Ricordo le donne che avevano l’onore ogni anno di vestire la Vergine per la processione. Ricordo una signora che, al passaggio della statua, disse alla Madonna: Maria, se non guarisci mia figlia, io il prossimo anno a vestirti non ci vengo più !”.

Da questo immaginario scaturisce la loro visione della donna, divina nel concetto di femminilità ma assolutamente contemporanea nel suo modo di vestire. Ogni sfilata di Grimaldi Giardina non ha un’ispirazione, ma una storia da raccontare, il più delle volte una fiaba, perché l’alta moda deve far sognare le donne.

“Cultura dell’Alta Moda, rispetto dell’artigianalità e ricerca di un’eleganza tradizionale ma contemporanea. Un lavoro continuo, silenzioso, che più che all’apparenza punta all’essenza. Un mixage di elementi diversi, di tessuto in contrasto, di forme sofisticate, di dettagli inattesi. Creature nuove che nascono da un immaginario fantastico. Un mondo romantico dove gli abiti raccontano delle storie di donne. Donne di ieri che vivono oggi.” Franca Sozzani

Tra gli incontri che segnano una vita, quello con il grande stilista Emanuel Ungaro che li porterà sulle passerelle della Haute Couture parigina.

“Grimaldi Giardina hanno sognato di percorrere i cammini fertili che conducono alla scoperta della Bellezza. La loro memoria ha conservato i segni della loro origine rimanendo attenti a tutti i movimenti del pensiero contemporaneo e quindi della modernità. Sono rimasti fedeli a loro stessi, unico modo di lasciare tracce in questo mestiere” Emanuel Ungaro

Ma in questo diario c’è soprattutto spazio per gli amici, come Egon von Furstenberg che gli stilisti immaginano in un disegno come un angelo custode;  per le donne che hanno indossato le loro creazioni come Anna Galiena, per la quale disegnarono i costumi del film “Senso 45” di Tinto Brass, vincendo al Festival di Taormina il nastro d’argento per i costumi; l’abito da sposa di Marina Ripa di Meana abbinato ad un eccentrico piccolo cilindro dal quale scendeva un velo di carta di riso dipinto a mano; fino a Fiorella Mannoia che indossa un abito Grimaldi Giardina per la copertina del suo ultimo album.

“…Il famigerato tailleur gessato! L’amato-odiato leit-motif del film, quella lana indossata in un agosto a 40°, a cui – con gesto sacrilego – nel giorno più torrido fu strappato la fodera, perché io potessi sopravvivere e terminare la scena! Sono il tipo di ricordi che ti fanno tornare allo stesso luogo, alle stesse persone…ritrovarsi in un altro momento creativo, un altro progetto…”
Anna Galiena

In occasione dei 10 anni del loro lavoro, Antonio Grimaldi e Sylvio Giardina tornano a sfilare a Roma raccontando di angeli e santi che li hanno protetti ed aiutati in questi anni. "I Santi sono i nostri ragazzi, un team esperto e attento” Antonio Grimaldi  Sylvio Giardina

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Articolo pubblicato da in data: 28.01.2008
Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2008