Tendenze marzo 2008…CODICI
In molte lingue il verbo “abitare” è sinonimo di essere: io abito/io sono. Anche i termini “abitare” e “abito”, inteso come indumento e persino la parola abitudine hanno la stessa radice.
Abitare/essere/abbigliarsi/abituarsi sono parole  il cui incrocio di significati rappresenta di per sé un complesso ed interessante sistema di CODICI.
Se la CASA con la sua faccia a porte e finestre è il più straordinario prolungamento  del nostro corpo e la sua soglia rappresenta  il limitare di un “privato”  che sta dentro ed intorno a noi stessi, l’universo simbolico dell’ABITO lavora su messaggi totalmente opposti: quelli della rappresentazione/asserzione della persona verso l’esterno e quelli dell’apertura della persona verso un “pubblico” in cui si inscrive con le sue peculiarità.
Per l’edizione di marzo 2008 FILO affronta il  tema di questi CODICI e li usa come messaggio comune per le sue proposte di sviluppo prodotto di arredamento  e di abbigliamento.

Abbigliamento…CODICI ETICI
La necessità di non dimenticare le radici: quindi non guardiamo più  alle ispirazioni che ci vengono da luoghi da cartolina troppo distanti da noi ma piuttosto a quelle interessanti ed elaborate tradizioni che sono disponibili nei patrimoni di vita vissuta delle isole mediterranee, alla loro intrinseca eleganza stratificata nei secoli e direttamente ispirata dalle stesse materie prime disponibili.
Filati con componenti naturali tradizionali ma anche con i nuovi cellulosici quali la soia, il bambù, il banano etc. Aspetti tendenti all’opaco. Qualche presenza di filato semilucido soprattutto per le disegnature e la decorazione jacquard.

CODICI ESTETICI
Ricerca di uno stile tendente al classico, al nuovo “borghese”, all’armonioso. Non c’è solo l’idea dell’ “ibridazione”  – di cui abbiamo iniziato a parlare ormai anni fa –  ora c’è di più:  a questa si deve affiancare una ricerca di eleganza tarata sui propri codici personali e culturali che diventi rappresentazione  di una sorta di armonia ritrovata.
Filati  cotonieri  lineari per i pesi pesanti compatti anche melange,sete rustiche,  lane con lino o altri componenti cellulosici. Lana e bourrette.  Le fantasie rimandano al tipo rustico con aspetto leggermente voluminoso .
Malfilè o piccole spugnette. La morbidezza dei velli pregiati
Melange molto maschili, screziati. Miste di lana/seta, di cotone/viscosa.
Per la maglia filati fantasia: ricci, leggermente pelosi, con nodini multipli, aperti, aerei. Una presenza di metallo non necessariamente ottenuta solo con il vero metallo ma soprattutto con colori e lucidità artificiali che ne riprendono l’aspetto. Pensiamo anche ai crepe perché saranno importanti.

CODICI A BARRE
All’interno di un settore di mercato dedicato soprattutto ai consumatori giovani l’icona senza dubbio più importante è il denim. Intramontabile, incondizionatamente blu (con qualche variante per il fashion, ovviamente) . Codice supremo di una informalità e di una “libertà” comportamentale come forse nessun altro nella storia del costume che prevediamo abbia un ulteriore significativo incremento a venire. La nostra industria può elaborare prodotti che si ispirano ad denim e lo  rielaborano con ricadute di “look” sui loro prodotti.
Amplissimo raggio di azione per i filati ed i loro componenti. Questi saranno tarati sulle possibilità tipologiche delle singole Aziende avendo come obiettivo quello dell’ “estrazione del significato” del denim o meglio della sua polisemia (libertà, informalità, comodità, aspetto usurato quale icona dei tre punti precedenti e quant’altri ancora) e quello della sua traduzione in prodotti che possano rappresentarla ed al contempo nobilitare un tipo di qualità che in origine è molto basico.

CODICI GENETICI
Altra icona della modernità   il tessuto/filato innovativo, quello che sino a qualche tempo fa veniva semplicemente definito “active” ed a cui ora, invece, è necessario aggiungere qualche al “plus” di contenuto. E’ possibile lavorare su alcune “addizioni” alle fibre man-made come le ciclodestrine (capsule cosmetiche) , i termoregolanti (capsule con contenuto a cambio di stato) oltre ai traspiranti e agli antibatterici.
Altro punto importante anche per le fibre tecnologiche  è quello dell’ innovazione responsabile che alcune di esse possono avere.  Il messaggio può essere dunque non solo quello della performance ma anche quello della loro “vivibilità”.
Filati man made puri o con piccole quantità di componenti cotonieri o viscosieri. Presenza di aspetti metallici non troppo visibili. Aspetti semilucidi  sulle tipologie leggere o opachi e matrici su quelle più pesanti.

Arredamento …CODICI ETICI
La necessità di non  dimenticare le radici.
Allontaniamoci volutamente dall’etnico inteso come uso di materiali ispirativi provenienti da Paesi esotici. Etnico può anche significare ispirarsi alla raffinata estetica dei costumi tradizionali mediterranei  che dispongono di  tesori tessili poco conosciuti.
Ispiriamocene per creare arredamento.
Filati. Per tutta questa sezione parliamo soprattutto di fibre tradizionali quali lino, ramié, cotone e canapa – anche seta e lana –  puri o in mista spesso nei colori naturali e non bianchiti. Si affiancano fibre quali la viscosa o il poliestere ma con il ruolo di “spalla” e non di protagoniste. Aggiungiamo qualche tocco di luce con piccole quantità di filati trilobati man made. Eco-compatibilità. Sostenibilità e riciclabilità.

CODICI ESTETICI
La necessità di esprimere il proprio senso del bello. Anche frainteso, anche distorto. Lo scivolamento progressivo del concetto dell’armonia. Un tentativo di rivisitare la classicità ma anche una ricerca di ciò che ci  richiedono i nuovi mercati,  in cui la tradizione europea è vista attraverso una lente deformante  che porta i prodotti ad risultato estetico che  quasi si avvicina a quello dei cartoni animati. 
Filati ispirati ai cristalli grigi e neri, alle loro strane trasparenze e lucidità, filati dainati e vellutati, filati che parlano di sofficità e di metalli dorati nei toni sofisticati un po’ invecchiati, filati di aspetto prezioso, serico, in qualche modo sempre molto voluttuoso pensando soprattutto a tessuti per boudoir o letto o divani e poltrone “lussureggianti”.

CODICI  FALSATI
Il nuovo Potere. Diffuso, inafferrabile. Incombente e… accettato
L’estetica neo-dittatoriale è molto presente nelle nuove architetture, soprattutto in quelle dei Paesi di nuova ricchezza  – ma non soltanto –  passa messaggi che per certi versi possono anche essere inquietanti ma che, se considerati solo dal loro punto di vista decorativo, forniscono spunti creativi che sono stati esorcizzati e rimossi per molti decenni. Materiali e colori dissonanti come ai nostri occhi sono spesso dissonanti le forme di queste nuove tendenze costruttive.
Filati testurizzati e monofilamento, cordonetti di viscosa,  filato con aspetto cuoio, gioco sul tema del lucido-opaco. La presenza di un poco di metallico.
Ispirazione velluto, gomma, metallo grigio. Filati un poco rigidi, tipologie in qualche modo “hard”.

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Articolo pubblicato da in data: 11.02.2008
Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2008