Cinque anni di lavoro per convincere Roma, che una fiera di arte contemporanea, si poteva fare. Roberto Casiraghi (direttore della fiera) ha avuto il timore di vivere una gravidanza isterica, Luciano Chesini (presidente), che voleva lasciare un segno nella sua città adottiva, è stato lì lì per mollare. Succede. Nella città in cui si leggono ovunque gli strati della storia, ci si impantana spesso davanti alla memoria recente, ancor più se contemporanea. Alla fine però è prevalso il coraggio e l’hanno spuntata, sia Roma che l’organizzazione che ha dato vita a “The road to contemporary art”. Un progetto importante e anche rischioso, per la scelta di distribuire la fiera in diverse sedi storiche romane. Non più padiglioni per le opere d’arte in vendita, ma quattro sedi allestite come una grande mostra, si passa così dal Complesso di Santo Spirito in Sassia a Palazzo Ferrajoli, Palazzo Wedekind e al Tempio di Adriano. Ci sono poi due eventi collaterali, “Cose mai viste”, la mostra curata da Achille Bonito Oliva alle Terme di Diocleziano, con opere provenienti dalle collezioni private dei galleristi che partecipano alla fiera e “Incipit”, la mostra a cura di Ludovico Pratesi a Palazzo Rospigiosi, che espone le opere di collezionisti privati romani. Il progetto affidato a Bonito Oliva è una sorta di numero zero, che continuerà nei prossimi anni con l’esposizione di opere provenienti dalle collezioni private degli artisti, poi dei collezionisti internazionali ed infine delle Fondazioni. S’è detto molto in conferenza stampa, di questo modo nuovo di veicolare l’arte dentro la storia, forse il più adatto ad una città come Roma. Per le mostre funziona ormai da sempre, ma può funzionare anche per le fiere ? Forse si, certo l’aspetto commerciale può apparire secondario, Roma ieri sera sembrava più in odor di Biennale che di fiera, ma questo non può deconcentrare i collezionisti e gli appassionati, anzi. Il doppio spettacolo, la storia e l’oggi, lo spruzzo vitale dell’evento nella città, la qualità delle opere esposte, valgono gli spostamenti. L’organizzazione poi ce l’ha messa tutta, con un servizio shuttle a disposizione del pubblico, che ogni 10 minuti, parte per il grand tour dell’arte contemporanea. E stasera c’è il “Freaky Friday”, più di settanta gallerie, istituti di cultura ed accademie straniere, aperte fino a mezzanotte.
Annamaria Di Fabio

Roma – The road to contemporary art
fino al 2 Marzo
dalle 12.00 alle 21.00

Complesso di Santo Spirito in Sassia
Palazzo Ferrajoli
Palazzo Wedekind
Tempio di Adriano
Terme di Diocleziano – “Cose mai viste” a cura di A. Bonito Oliva
Palazzo Rospigliosi – “Incipit” a cura di L. Pratesi

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Articolo pubblicato da in data: 29.02.2008
Ultimo aggiornamento: 29 febbraio 2008