NELL’OCCHIO DEL CICLONE,
STRATEGIE PER COSTRUIRE IL FUTURO DEL MADE IN ITALY: DIVERSIFICARE LE POLITICHE DI PREZZO PER COMPETERE

La Ricerca ICE- Comitato Leonardo fa focus sulle sfide nelle nuove frontiere delle esportazioni per le nostre aziende. Da evidenziare i “magnifici 4” paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), sedi privilegiate dei “nuovi ricchi” dove applichiamo differenti strategie di prezzo sui nostri prodotti destinati all’export.

Simbolo di qualità della vita, segno distintivo di gusto e garanzia nella durata dei prodotti, icona di stile e di “status”,  il Made in Italy si prepara ad affrontare nuove sfide sempre più competitive man mano che si fanno strada le economie dei Paesi emergenti nel business internazionale.
In quest’ambito è fondamentale analizzare il contesto globale nel quale costruire il futuro dell’Italian Style e dei nostri prodotti nell’ottica dell’export verso i mercati stranieri. Il Comitato Leonardo, in occasione del suo VII Forum annuale (Roma, 16 giugno 2008, Campidoglio) presenta una Ricerca commissionata insieme all’Istituto nazionale per il Commercio Estero alla Fondazione Manlio Masi e a Luiss Lab (frutto di un gruppo di lavoro coordinato dal Professor Beniamino Quintieri e dal Prof. Stefano Manzocchi), intitolata “Nell’occhio del ciclone: strategie per costruire il Futuro del Made in Italy”, che sarà illustrata da Beniamino Quintieri (Presidente Fondazione M.Masi) alla presenza del Presidente del Comitato Leonardo, Laura Biagiotti e del Presidente dell’ICE Umberto Vattani, dei maggiori rappresentanti di Confindustria e di tante personalità di spicco del panorama politico, istituzionale, manageriale e imprenditoriale italiano.

IL CONTESTO GLOBALE….
Forti incognite pesano oggi sulle prospettive future dell’economia mondiale. Preoccupano il rallentamento dei consumi e degli investimenti negli USA, le possibili ripercussioni della crisi immobiliare e finanziaria, l’indebolimento del dollaro e l’impennata dei prezzi delle materie prime energetiche e alimentari. Nonostante queste incognite, i paesi emergenti (specie i c.d. BRIC, Brasile, Russia, India, Cina) continueranno a sostenere la crescita globale.
Si stima che l’1% in meno nella crescita statunitense equivarrebbe ad una riduzione media di solo lo 0.5% della crescita in Asia, anche se l’impatto potrebbe risultare più consistente qualora si registrasse una marcata decelerazione dell’attività economica anche negli altri paesi avanzati. In virtù di questa maggiore autonomia i paesi emergenti dovrebbero continuare a crescere nel prossimo biennio a tassi ragguardevoli (intorno al 5%) nonostante il previsto brusco rallentamento delle economia dei paesi industrializzati.
Per le imprese italiane si tratta quindi di riuscire ad intercettare la domanda crescente proveniente dai mercati più dinamici e promettenti, pur senza trascurare i mercati OCSE.
Come precisa Laura Biagiotti, presidente del Comitato Leonardo,  <<se i processi di industrializzazione in corso nei paesi emergenti creano buone occasioni per le imprese italiane della meccanica, l’affermazione diffusa di “nuovi ricchi” amanti del design e dei brands italiani rappresenta una grande opportunità per le nostre imprese del Made in Italy. Nei prossimi anni, infatti, è prevista una ulteriore crescita della domanda di beni di consumo di qualità, soprattutto da Paesi quali Russia, Cina e Paesi mediorientali>>.
segue parte2….

Categorie: Trade News.

Articolo pubblicato da in data: 18.06.2008
Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2008