Gaia di Paola presenta ART-A-PORTER a Roma, con le opere delle artiste:

Benedetta Borrometi ( Tokyo) / Valentina Cipullo ( Roma) / Veronica Garcia ( Patagonia) / Florencia Martinez ( Argentina) / Roberta Savelli ( Milano) / Ros Shiers ( Londra) 
Giovedì 11 Dicembre, 18.30, Galleria Il Sole Arte Contemporanea. Via Nomentana 169, Roma. A cura di Marianne Cordier

Giovedì 11 Dicembre alla Galleria Il Sole Arte Contemporanea, la stilista romana Gaia di Paola inaugura il primo appuntamento del suo progetto  “Arts-à-porter” , nato sotto il segno dell’ibridazione tra la moda e le arti. In mostra, una stanza di  “abiti-dipinti” realizzati in collaborazione con sei artiste donne provenienti da orizzonti diversi. Un evento dedicato all’Immaginario attraverso l’esplorazione artistica del vestito in cui il “couture-à-porter” diventa “ arts-à-porter”.
Attuando il processo inverso del viaggio, che è la principale fonte d’inspirazione per le sue collezioni, la stilista globetrotter ha immaginato che “ i mondi venissero all’abito “ e ha invitato sei artiste accomunate dal loro lavoro sulla condizione e la percezione della femminilità ad invadere l’abito. Forme morbide e femminili, pieghe e volumi diventano tele d’artista. I tessuti sono leggeri, morbidi e luminosi; cottone, garza, lino e seta vibrano con pennellate corpose, tratti leggeri e colori velati e liquidi. Tra le mani delle artiste, gli abiti diventano delle opere uniche ed irrepetibili …. da contemplare, o da indossare, per sognare ad occhi aperti e sentirsi una vera opera d’arte.  
Benedetta Borrometi, artista italiana che vive da anni a Tokyo, trova nella città tentacolare l’inspirazione per i suoi lavori technicolor autobiografici che giocano con i codici della moda e della cultura lolita-pop giapponese.
Valentina Cipullo, artista italiana del Salento, esprime con i suoi grandi ritratti figurativi ad olio “un’idea della duplicazione, del confronto con l’altro che è dentro di noi”, attorno alla rappresentazione del corpo e dei suoi confini.
Veronica Garcia, artista sudamericana della Patagonia, propone scenari enigmatici, al confine tra sogno e realtà, in cui il vestito diventa luogo per depositare un vissuto esistenziale.
Florencia Martinez, artista di Buenos Aires che vive a Milano, orienta la sua ricerca verso la costruzione di una memoria intima immersa nella poesia del quotidiano attraverso l’uso di fotografie d’archivio e il ricamo su tessuto.
Roberta Savelli, artista milanese, crea su delle superficie trasparente e fluttuante dei dipinti-disegni sui quali  emergono i micro mondi di figure pre-adolescente.
Ros Shiers, artista e fashion illustrator londinese, rappresenta con tratti leggeri e provocanti la sua visione del mondo femminile, pervaso di sensualità burlesque. 
Tableaux vivants e sculture di tessuto, tali si presentano i fantasiosi abiti nati dall’ibridazione dei linguaggi dell’ago, del ricamo, della pittura e della fotografia. I dipinti si integrano nelle pieghe del tessuto offrendosi allo sguardo come corpi immaginari. Sembrano tutti strizzare l’occhio al mondo delle femminilità e delle fiabe. Sono loro ad evocare la parte più profonda dell’immagine: sulla soglia, tra presenza e assenza del corpo.
La mostra invita ad esplorare il legame profondo che esiste tra identità, corpo ed abito, tra l’arte e il mondo del vestito, e a varcare la soglia dell’apparenza per entrare nel regno dei desideri, dove risplende la memoria personale.  
Il vestito è una seconda pelle, a contatto con l’ambiente, forse il nostro vettore d’identità individuale e sociale più immediato, ma è anche un segno metonimico del corpo, a cui allude sempre, al di là della sua presenza fisica. “E impossibile concepire un vestito senza un corpo”, diceva Roland Barthes, perché il vestito è corpo alla sua maniera. Nella mostra i vestiti galleggiano, come corpi immaginari, in uno stato di desiderio e di disponibilità, nell’attesa dei corpi reali che gli abiteranno. 
Svincolato dal sistema-moda, l’abito torna all’arte e rivela il suo significato profondo. La stilista Gaia di Paola parla di “ vestirsi per giocare con i codici della moda , con l’immaginario, scegliere colori e forme per trasmettere i propri stati d’animo, in totale libertà. Con il potere di attraversare tutti mondi, come per magia ”.
Corpi immaginari, dipinti indossabili, abiti come metafore per parlare del nostro rapporto all’immagine, in quanto l’immagine è la parte più profonda e più fragile della nostra identità. Come scegliamo di essere visti e guardati ?
La mostra invita ad esplorare il legame profondo che esiste tra identità, corpo ed abito, tra l’arte e la moda e a varcare la soglia dell’apparenza per entrare nel regno dei desideri e della memoria.  La moda diventa luogo dell’immaginario, gioco di possibilità e di combinazioni.

Gli dipinti-abiti saranno in vendita in galleria durante la serata-evento di giovedì 11 Dicembre 2008. Si terrà un laboratorio creativo attorno alla mostra in galleria lunedì 15 Dicembre 2008. 

Categorie: Arte Tag: .

Ultimo aggiornamento: il 10.12.2008