Il calore della famiglia simboleggiato da un vero camino scoppiettante, ecco lo stand di Coast+Weber+Ahaus all’edizione Pitti Uomo gennaio 2009.

Family reunion nella campagna toscana….Dress-code: etnic-country.

Protagonisti in ordine di apparizione:
La sorellina: Fanny vive a Londra, canta in una rockband
La madre, Françoise, cantante lirica che ha lasciato le scene.
La sorella, Diletta, sposata, ha un negozio di bric a brac a Amsterdam.
Il padre, Orlando, nobile toscano, vive con Françoise nella tenuta di Cetona.
Il fratello maggiore, Lorenzo, fa il medico a Singapore.
Giselle, da Singapore, è la fidanzata di Lorenzo.
Il marito di Diletta, Karim, iraniano, fa il funzionario a Amsterdam.

DONNE
Fanny lasciò la moto vicino al fienile. Portava un giubbotto di pelle con sotto una camicia a scacchi rossi e neri. Dei pantaloni di denim trattati, dall’aspetto ruvido e con inserti di pelle, come quelli che aveva indossato sul palco a Glastonbury.
Amava quello stile country-rock, senza smancerie: aveva 19 anni, mio Dio, non poteva mettersi quelle sottane che piacevano tanto alla mamma. Ma la madre era francese, eccentrica e  un po’ teatrale. Sotto l’arco dell’ingresso apparve ammantata in un montone decorato con motivi araldici dorati da cui spuntava una gonna a fiori che sembravano rubati alla tappezzeria di quella villa inglese in cui aveva dormito con Mark.
“Mamam, hai fatto fuori un’altra poltrona?” disse Fanny abbracciandola.
“Non prendermi in giro. Tu piuttosto, corri a cambiarti, non vorrai mica venire a pranzo così, tuo padre…lo sai”
Fanny tirò su le spalle: “Diletta è arrivata?” chiese.
“E’ di sopra”
“E Lorenzo?”
“Tuo fratello è sempre l’ultimo, lo sai, speriamo che l’aereo non tardi troppo…”.
Fanny entrò nella sua camera al primo piano. “Mia madre è pazza” pensò.
Sul letto coperto da un foulard a foglie e fregi araldici c’era un guardaroba intero. Un cappotto fantasia check dalla linea sottile con cintura, un abito con macro disegni cashmere, dei pantaloni di fustagno stretch a vita alta, un piccolo cardigan di maglia, un montgomery crochet pesante come un cappotto, un piumino stampato effetto principe di Galles.
“Non so perché darsi così da fare, non succede mai niente qui”, pensò. Poi prese dal letto i pantaloni di fustagno, il cardigan e il foulard e cominciò a spogliarsi decisa a  farsi un bagno.
Mentre l’acqua scrosciava nella vasca di pietra, qualcuno aprì la porta.
“Diletta?”
“Posso?”
Corse alla porta con addosso solo la camicia a scacchi, la spalancò. Suo sorella apparve sull’uscio abbagliandola. Era sempre bellissima. I capelli neri lucidi e lunghi. L’incarnato di porcellana. Aveva un aspetto esotico ma rustico, come tutta la sua famiglia. Sui pantaloni di velluto, portava un piccolo caftano preziosamente ricamato, sulle spalle una giacca di fustagno.
Si abbracciarono.
Fanny si scostò, le guardò la pancia.
“Ma…”
“Oggi a pranzo” rispose Diletta portando l’indice verso la bocca, pregandola di star zitta.

“Ma c’è qualche donna in questa casa?”.
Lorenzo era arrivato prima del previsto. E con un imprevisto. Una ragazza cinese per la mano. Almeno a Diletta parve cinese quando la vide: portava un abito di tweed verde scuro, ma poi si avvicinò e capì che non era il tweed pesante da uomo, era  una specie di fake-tweed. “Tessuto maschile stampato su jersey. Mi piace”, pensò, “Questa ragazza non è banale. Piacerà a papà”.

UOMINI
Lorenzo camminava a grandi passi per il soggiorno. Aveva preso tutto dal padre in fatto di gusto. Era un country dandy, tradizionale ma pieno di humor pungente, che aveva mantenuto anche a Singapore.
Aveva pantaloni viola scuro asciutti e leggermente corti sulla caviglia da cui spuntava calzettoni colorati. Sopra portava una camicia classica con ricamato, al posto delle cifre, un pupazzetto.  “E’ sempre diverso da tutti”, pensò Diletta.

“Donne, vi nascondete? Menomale che mi sono portato la mia…” urlò dall’ingresso rivolto ai piani alti.
Il portone  si chiuse rumorosamente. Il padre era arrivato. Entrò nel soggiorno: si tolse il giubbotto gommato e rimase con una leggerissima camicia di piumino con sopra un gilet imbottito. Aveva trovato questa soluzione per affrontare il clima a sbalzi della sua terra: sovrapposizioni di pesi superlight,  da portare a strati. Tolse anche il gilet, rimase con la sola camicia che sul davanti aveva inserti di lana Argyle con losanghe rosa e panna, mentre le maniche erano di una piuma inconsistente.
“Questa ancora non l’hanno vista, neppure in quei paesi lontanissimi dove abitano loro”, si disse soddisfatto.

“Scendiamo?” chiese Diletta al marito.
Lui portava la sua vestaglia in seta e velluto con ricami a punto croce, un po’  barocca.
Scesero insieme nella sala da pranzo a piano terra.
“Quest’anno abbiamo novità” disse il padre guardando la ragazza cinese, timidamente seduta alla sua destra,
“Molte novità” gli fece eco Lorenzo. “Ci sposiamo! Giselle aspetta un bambino”.
La madre rabbrividì nella sua mise tappezzeria..
Poi tutti presero i bicchieri e brindarono.
“Scusate” disse Diletta, battendo un cucchiaino sul calice.
Tutti si zittirono.
“Beh, anch’io…disse: insomma, è in arrivo anche una bambina”.
Il padre alzò le sopracciglia, guardò Fanny: “Due a zero per l’Oriente. Non è che hai qualcosa da dirci anche tu?”
Fanny si schiarì la voce, come dovesse cantare una delle sue canzoni rock. Cercava parole che non venivano.
Tutti rimasero in attesa.

“Penso di essere impazzita”, disse, “mi piacciono i vestiti della mamma”.

Risero insieme ognuno nella sua lingua e poi in quella che tutti condividevano, un toscano pieno di accenti strani e remoti, un po’ persiano e un po’ inglese, un po’ barocco ed un po’ eccentrico.

Fanny si allaccio il piccolo cardigan di maglia e sitemò il foulard intorno alla vita. Improvvisamente era cambiato tutto. Anche Fanny. Tra un anno ci sarebbero stati i bambini. Toccava anche a lei crescere.

Tutti i personaggi di questa storia indossano abiti della collezione Coast+Weber+Ahaus autunno/inverno 2009-2010.

Per le donne…Country etnico dalle tante anime: rock: con giubbotti di pelle, 5 tasche effetti pelle hard, stampe di check rosso-neri efetto lana su cotone, check con placcature.

femminile: gonne a tubino di fustagno stretch, cappotti dalle silhouette affilate, maglie con ruches, micro-cardingan e gilet.

esotico: chasmere macro e micro, fiori tappezzeria Sanderson, montoni con motivi araldici dorati, caftani ricamati

Fake-male: tessuti maschili utilizzati in modo sovversivo, ovvero come motivi (tweed, spina di pesce, principe di Galles) da stampare su jersey e piumini.

Per gli uomini…Un country lord esotico Incredible check: pantaloni blackwatch trattati con spalmanture effetto lucido, camicie in flanella dal taglio asciuttissimo, tartan modellati.

Sorprendenti evasioni: colori pacati ottenuti oscurando tinte ultrabright (rosa, verde prato); pupazzetti ricamanti al posto delle cifre, in fondo alle sciarpe, come motivi piazzati.
Capispalla termo-variabili: ottenuti sovrapponendo pesi e lane diverse (camicia di piumino+gilet blackwatch+, giubbotti gommati). Oppure maglie di lana grossa ma vuota all’interno, da portare senza giacca.

Tuscan Escapism: vestaglie in seta e velluto con ricami barocchi, di piglio etnico.

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Articolo pubblicato da in data: 13.01.2009
Ultimo aggiornamento: 13 gennaio 2009