18 aziende italiane guidate da ANCI saranno presenti alla manifestazione Pure, dall’8 al 10 febbraio 2009 .

ANCI, l’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, sarà presente alla manifestazione londinese Pure, in programma dall’8 al 10 febbraio 2009, con una collettiva di 18 aziende, per presentare, anche sul territorio inglese, i prodotti made-in-Italy.

Ballin Franco & C. S.R.L., Calzaturificio Dema S.R.L., Calzaturificio Gritti Srl, Calzaturificio Lori S.R.L., Calzaturificio Luigi Baracchino & C. S.P.A., Calzaturificio Manas S.P.A., Calzaturificio Marino Fabiani S.R.L., Calzaturificio Renata Srl, Fontanelli S.R.L., Gibellieri S.A.S. Di Gibellieri Enrico & C., Ital Trend S.R.L., Kelton S.R.L., Moda Di Fausto S.P.A., Nouchka Italia S.R.L., Star Service S.R.L., Teodori Diffusion Srl Unipersonale, Volpato Di Volpato Francesco e Consorzio Expool sono le 18 aziende che esporranno a Pure le loro migliori calzature.

L’iniziativa di ANCI offre agli espositori italiani la possibilità di farsi conoscere su un mercato essenzialmente maturo ma da sempre attento alle caratteristiche uniche e insostituibili del made-in-Italy, fatte di attenzione ai dettagli, di materiali di qualità e rapporti di fornitura seri ed affidabili.
Su queste particolarità infatti conta di fare leva ANCI per un mercato che negli ultimi anni è diventato sempre più difficile a causa della forte competizione di distributori non specializzati e fortemente orientati sul prezzo.

Alla crescente competizione è corrisposta anche una bassa crescita del mercato soprattutto se paragonato a quanto è avvenuto nell’abbigliamento: si calcola che le vendite abbiano perso circa 146 milioni di sterline negli ultimi quattro anni a causa di un rallentamento della crescita e di un andamento congiunturale poco favorevole al settore. Anche nel 2006 mentre i rivenditori d’abbigliamento hanno accresciuto le loro vendite di 114 milioni di sterline, aggiungendo punti vendita e sempre più numerosi accessori e calzature per complementare l’offerta del vestiario, nello stesso anno il mercato delle calzature ha registrato un incremento di solo 36 milioni di sterline (dati ICE).

Alla luce di ciò le performance esportative degli ultimi anni del sistema calzaturiero italiano, seppure deludenti nel quadriennio 2003-2006, sono in linea con quanto è avvenuto nel mercato inglese. Il buon andamento del 2007 (+6,8% in quantità e +8,6% in valore) ha certamente rafforzato la convinzione che in un mercato fortemente condizionato dal prezzo, chi punta sulla qualità, sul contenuto moda e sullo stile riesce a distinguersi rispetto all’offerta prevalente e quindi ottiene un buon risultato commerciale.

Questa considerazione non è contraddetta dal momento di difficoltà che sta vivendo attualmente il mercato calzaturiero inglese: da un lato la crisi economica che ha colpito in modo particolare il Regno Unito, l’economia più finanziarizzata della vecchia Europa, e dall’altro l’indebolimento della sterlina che ha ovviamente reso più difficili gli acquisti di prodotti made-in-Italy.
I primi 9 mesi del 2008 fanno quindi registrare esportazioni per 317 milioni di euro che rappresentano un calo dell’11,3% ma che nascondono andamenti molto positivi di alcune regioni/distretti italiani: Lombardia (+12,2%) ed Emilia Romagna (+14,1%).

“La partecipazione di ANCI a Pure – afferma Vito Artioli, presidente di ANCI – si caratterizza come appuntamento privilegiato per il prodotto italiano. Pure è infatti occasione per far conoscere ancor di più le calzature italiane in Inghilterra, ma anche momento di confronto tra produzione e distribuzione, al fine di soddisfare i cambiamenti e le nuove esigenze del mercato, sempre all’insegna dello stile e della qualità made-in-Italy.”

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Articolo pubblicato da in data: 25.01.2009
Ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2009