Il Moretto della moneta realizzata nel 1479 da Gentile Bellini per Mehmed II, sultano della Turchia: questa stagione il leit motiv di Roberta Scarpa, “signora dei Moretti”, è reinterpretato con un segno meno ornamentale e più nitido. Il nuovo gusto essenziale della collezione che lascia spazio solo ai valori più veri. Primo fra tutti, la funzionalità dei capi. Anche le “fantasie” si rifanno agli ideali più autentici con motivi vegetali che rispondono al bisogno collettivo di ecologia.
Mentre, l’incontro tra Roberta Scarpa, i fratelli Bellini e la casa museo Bagatti Valsecchi si distilla in dettagli tipo il collo di maglia annodato con nastri di raso, come il copricapo della Santa Giustina (Giovanni Bellini): radici dell’arte italiana che continuano a intrecciarsi con l’evoluzione del made in Italy.

FORME DETTATE DALLA PRATICITA’…Linee, lavorazioni e volumi calibrati sulle esigenze del vestire contemporaneo.
Trench leggerissimi, asciutti e agili: una seconda pelle da infilare e sfilare in un soffio.
Giacchine in lana accostate al corpo che in autunno diventano capospalla sull’abito leggero.
Vestibilità a 360° per i pantaloni: slim o ampi.
Gonne al ginocchio per accelerare il passo.

UN GUARDAROBA DI MAGLIA…Il comfort del tricot applicato a tutto tondo in un guardaroba ideale per offrire massime performance in minimi spazi.
Blouson e sciarpe-stola a pelo lungo di mohair.
Macro cardigan a trecce e coste, come nuovi capispalla. Studi di punti e decorazioni artigianali ispirati ai particolari della Santa Giustina di Bellini. Le perle di lana tratte dai bordi gioiello del ritratto: il collo con nastri di raso come il copricapo della santa.
Anche la sera scopre il comfort della maglia: pizzo di lana sfumata per gli abiti lunghi con profonde scollature, intarsi di creponette, tulle di seta e gros grain.
 
ALBERI VELLUTATI…Stampe di alberi con sfumature tridimensionali e vellutate, lavorate a mano sul capo finito. Il respiro della natura sulle gonne, le bluse e i tubini bon ton.
Alberi in tutta la loro lunghezza nel trench ad “alto fusto”.

IL MORETTO E IL BAGATTI VALSECCHI…Tralci, particolari e motivi delle tappezzerie del Bagatti Valsecchi rinnovano le stampe patchwork di blazer, tubini e bluse.
La reinterpretazione del Moretto di Bellini personalizza cinture, spille, bracciali, bottoni-cammeo, tirazip, ciondoli, portachiavi. E una cascata di monete su tutta la collezione.

Tessuti. Somme di morbidezza più leggerezza: molto mohair in mischia col cachemire, abbinato a seta, chiffon di seta, crepe de chine. Mongolia e pelle morbidissima.
Nuance naturali e distensive: bianchi, beige e grigi.

“Cercando come al solito spunti e riferimenti nelle mie radici veneziane, in particolare nell’arte di Giovanni e Gentile Bellini, ho scoperto che i fratelli Bagatti Valsecchi, proprietari dell’omonima casa museo in via Gesù a Milano, erano appassionati collezionisti di questi maestri lagunari.
Ho visitato e studiato la dimora ottocentesca dei due eccentrici aristocratici costruita su modello di un palagio cinquecentesco: una delle più importanti d’Europa per la concentrazione di cimeli rinascimentali e la ricostruzione filologica di ambienti dell’epoca. Nel cuore del quadrilatero della moda milanese, ho scoperto un mondo sospeso nei secoli, distillandolo nei dettagli della mia collezione e coniugandolo col leit motiv del moretto belliniano.
L’offerta di utilizzare il cortile di questa dimora ha coronato l’incontro tra il mio nuovo moretto e casa Bagatti Valsecchi: una fusione di epoche e di stili dalla quale nasce l’evento di oggi, alternativo alla classica sfilata.
Alla presentazione tecnica dei capi su 21 manichini-scultura dell’artista Luciano Longo che incarnano l’idea della mia donna contemporanea e dinamica, seguirà alle 18 un Bellini Hour a base di Bellini, sulle note di un quartetto d’archi. L’aperitivo sarà aperto alla cittadinanza per brindare al Carnevale, una delle feste più sentite da noi veneziani, scoprendo al tempo stesso una perla meneghina. Che nonostante sia sotto gli occhi di tutti, rischia di essere sottovalutata.
A suggello di questa mia straordinaria esperienza al Bagatti Valsecchi, ho firmato una limited edition di shopper con il motivo della tappezzeria più preziosa del museo: l’araldica. La shopping bag sara’ in vendita all’art shop della dimora, segno dell’impegno a sostenere il patrimonio artistico dal quale discende il gusto del made in Italy.”
Roberta Scarpa

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Articolo pubblicato da in data: 03.03.2009
Ultimo aggiornamento: 3 marzo 2009