Mipel una “sbirciata” nelle borse dei famosi. Dalla Palombelli a Scervino, da Cappellini alla Pomodoro, preferenze e piccole ossessioni.

Alla 95esima edizione di Mipel, in corso a fieramilano,  la borsa è la vera e propria Regina tra gli accessori in mostra.  Studiata in una miriade di soluzioni, realizzata nei più svariati materiali, colori e forme, è sempre e in ogni caso oggetto indispensabile nella vita di tutti i giorni. La borsa, accessorio di culto per cui tutte le donne e non solo farebbero follie e su cui i creativi ricercano materiali innovativi e pregiati e forme pratiche o sfiziose.  Tutto questo processo di creazione, sperimentazione e nascita di prodotti sempre più sofisticati, come viene utilizzato dal consumatore? Nella borsa di una persona c’è tutto il suo mondo e proprio per questo motivo abbiamo pensato di chiedere ad alcuni protagonisti di spicco del mondo del giornalismo, della politica, dello stilismo, del design e della musica quale sia la loro “compagna” ideale e come la utilizzino.
Partiamo dal genere femminile, sicuramente il più bag-addicted, e scopriamo che la nota giornalista Barbara Palombelli  la utilizza  grande e con la lampo; ha tante tasche interne per riporre occhiali, cellulari, chiavi, trucchi e, perché no, anche le medicine. Lei ci mette dentro di tutto, infatti è sempre piena e pesantissima. I suoi colori preferiti sono il beige in primavera e le tonalità del marrone in inverno. Ci racconta di preferire un prodotto su misura originale e artigianale. A Roma c’era un bravissimo artigiano che le produceva ad hoc dove prima sua mamma e in seguito lei stessa andavano puntualmente. Le conserva tutte perché tutti i modelli sono comunque attuali, dal secchiello alla borsa con il corno.
Una donna importante ed autorevole come Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano,  adora le borse a tracolla o con i manici: l’importante è che siano capienti. Gli interni devono avere assolutamente diversi scomparti per sistemare tutto in modo ordinato e trovare ciò che serve velocemente. Ama il colore anche se in inverno usa i classici neri e marroni. La borsa per lei è un oggetto di culto e quello che apprezza di più in questo accessorio è la semplicità nella linea perché ritiene che ciò che le rende preziose sia l’essenzialità.
Per il Capo di Gabinetto del Ministero delle Pari Opportunità, il magistrato Simonetta Matone, vivere un giorno senza borsa è impossibile. Lei le ama nere, marroni e bordeaux, capienti tanto da contenere anche un fascicolo importante. Indispensabili le tasche per almeno due cellulari, uno rigorosamente per i figli. “L’unico pericolo – afferma la Matone – è quando mio marito vuole regalarmi una borsa, ma so dove le compra e ho uno stretto grado di complicità con la negoziante”.
Anche l’uomo non disdegna le borse e nuove linee sono sempre più accontentarlo sia sul lavoro che nel tempo libero. Il designer Giulio Cappellini è legato da sempre a una borsa in pelle di color marrone naturale. Questo accessorio rappresenta per lui una sorta di casa portatile e ne possiede fondamentalmente due: una più formale per le riunioni di lavoro, tipo cartellina da portare a mano, e la seconda per i suoi viaggi, di fattura artigianale, a tracolla e molto ampia, per le chiavi, il cellulare, le sue immancabili letture e una micro-farmacia, che non usa ma che lo rassicura. Non manca mai poi lo spazio per un paio di occhiali di ricambio.
Lo stilista Ermanno Scervino afferma che la borsa rappresenta un elemento fondamentale della moda: ci sono brand importanti di fama mondiale che si reggono solo grazie ad essa. Per le donne la borsa è forse la cosa più intima e, oltre ad essere uno status symbol, non necessariamente deve essere di lusso. Si tratta di un accessorio molto utile, complemento fondamentale per l’eleganza. Per Scervino la borsa è una compagna di tutti i giorni e predilige cartelle disegnate da lui stesso. L’abitudine che ha preso in America è quella di metterci dentro tutto quello che gli serve nella giornata: documenti, giornali e. . . un paio di scarpe da tennis perché, appena può, gli piace passeggiare comodo.
Osvaldo Bevilacqua, mitico volto televisivo Rai, sempre in giro per mari e monti, quando viaggia non si stacca mai dalla sua borsa da lavoro, nera, leggera e con tante tasche e zip: gli scomparti sono indispensabili per gli occhiali, il passaporto, il cellulare e i biglietti per i viaggi, più un cornino di corallo portafortuna.
Il parlamentare e presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci ci racconta che non lascia mai a casa il suo inseparabile zainetto in cuoio, tassativamente artigianale – si rifornisce sempre da un artigiano pisano – e, in alternativa, ha una borsa in canapa a cui è affezionatissimo. La parola d’ordine è praticità, una specie di borsa di Mary Poppins in cui ci stia tanta carta per gli appunti.
Il cantante Sandy Marton ama le borse di ottima qualità, ma non devono essere ingombranti né avere marchi visibili. Il suo è un prodotto chic per intenditori, in pelle conciata, nera o eventualmente in cuoio scuro. Dentro c’è solo l’essenziale.
La stilista Paola Frani si definisce “una grande consumatrice di borse”e le vede in due vesti diverse: quella quotidiana, molto comoda, capiente e assolutamente fashion, tassativamente made in Italy e di grande qualità. La borsa per le occasioni invece molto alla moda: predilige pochette piccole con o senza tracollina. L’importante è che sia coordinata all’abito
Le parole chiave emerse da tutte queste interviste sono artigianalità e praticità e qualità, caratteristiche presenti in tutte le borse esposte al Salone Internazionale della Pelletteria, il Mipel.

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Articolo pubblicato da in data: 07.03.2009
Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2009