JIMMY CHOO CELEBRA “ALESSANDRO CIFFO” IN OCCASIONE DEL SALONE DEL MOBILE 2009.

In associazione con “Dilmos Gallery”, durante il Salone del Mobile, che si terrà dal 22 al 27 aprile, nelle vetrine del negozio Jimmy Choo di Via San Pietro all?Orto 17 verranno messi in mostra alcuni degli arredi in silicone multicolore “Scaccomatto” di Alessandro Ciffo (Edizioni Dilmos) tra cui una poltrona e dei cubi.
"SCACCOMATTO" (Checkmate) by ALESSANDRO CIFFO
"Unisco il design alla pittura, la pittura ai volumi, la rigidità degli spigoli alla morbidezza del materiale e del gesto.
E’ il naturale proseguo del percorso cominciato lo scorso anno con i solidi molli dove il silicone sfida i volumi, li disegna e poi asseconda le funzioni: mobile, credenza, cassapanca, tavolo o tavolino. Ammorbidisce e mette in discussione tutte le teorie troppo rigide che rallentano i processi di evoluzione e mette tutto sotto scacco." Alessandro Ciffo
Profilo di Jimmy Choo
Fondata da Tamara Mellon nel 1996, l?azienda di beni di lusso Jimmy Choo viene acquistata da TowerBrook Capital Partners, società privata di capitali internazionale, nel febbraio 2007 con un’operazione commerciale che porta il valore della società a 185 milioni di sterline.
Partendo da una tradizione di lussuose calzature, oggi Jimmy Choo è diventato un marchio completo di accessori di lusso da donna tra cui scarpe, borse, pelletteria, occhiali da vista e da sole. I suoi prodotti possono essere acquistati presso la crescente rete di punti vendita Jimmy Choo nonché nei più prestigiosi empori, negozi specializzati e duty free di tutto il mondo. Dalle prime sedi nel Regno Unito e negli Stati Uniti, adesso la rete dei punti vendita Jimmy Choo vanta più di 90 negozi in 31 paesi.
Il marchio ha vinto il premio “Designer Brand of the Year” 2008 assegnato dal British Fashion Council, il premio ACE “Brand of the Year” 2008 dell?Accessory Council, il premio “Brand of the Year” 2008 di Footwear News e il premio Nordstrom “Partners In Excellence” 2009.
Tamara Mellon, fondatrice e presidentessa, e Joshua Schulman, amministratore delegato, si occupano dello sviluppo della società, che ora vanta la visibilità degna di uno tra i più apprezzati e importanti marchi di lusso.
Profilo di DILMOS MILANO
Dilmos nasce nel 1980, come spazio espositivo di mobili di design. La scelta dei pezzi si orienta verso gli oggetti più emblematici del design moderno affiancati a mobili prodotti da aziende che esprimono la contemporaneità degli anni „80 (Edra,Catellani & Smith, Memphis, BD ediciones de diseno, Mirabili e Tecta).
A quest’attività si affianca quella di spazio in cui si organizzano alcune mostre, questo porterà Dilmos ad interagire sempre più direttamente col mondo del design, scegliendo di prima persona gli autori con cui collaborare ed i loro lavori.
Questo impegno nasce dalla crescente constatazione del valore e del significato della poetica dell’oggetto. Un interessamento profondo che porterà Dilmos ad occuparsi essenzialmente di lavori la cui peculiarità è caratterizzata dalla forte carica comunicativa e narrativa.
A partire dal 1985, momento che viene a coincidere con una mostra dedicata ad Alessandro Mendini, le scelte della Dilmos si orientano sempre di più verso autori ed oggetti che esprimono pienamente questa filosofia, in cui ogni mobile diventa rappresentazione ed al tempo stesso oggetto di ricerca di un pensiero sempre più profondo dell’autore, veicolo di comunicazione e d’interazione col mondo.
Oggetto comunicativo, quindi, non unicamente funzionale, ma nemmeno oggetto-soggeto simbolico, totem muto della nostra società ipercomunicante, questa vuole essere la prerogativa della ricerca, sempre in azione, in discussione e superamento di se stessa, della Dilmos.
Gli oggetti presenti da Dilmos non possiedono una progettualità stilistica uniforme, la coerenza non si scopre nel segno degli autori ospitati in questi anni, ma nelle intenzioni, nella volontà comune di considerare i pezzi che animano una casa, uno spazio, come elementi che virtualmente ne accolgono il pensiero e che ne trasmettano, attraverso la loro alta capacità narrativa, le poetiche e le intenzioni.
I linguaggi degli autori sono quindi molteplici, poiché molteplici sono le gestualità ed i pensieri di ciascuno, ma non per questo incomunicabili. E’ in questa logica che si sono dirette alcune esperienze che la Dilmos ha fatto lavorando proprio sull’intenzione di rendere tra loro comunicabili linguaggi e poetiche.

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Articolo pubblicato da in data: 20.04.2009
Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2009