Marina Rinaldi svela la nuova capsule Soul in collaborazione con Mauro Mori, offrendo la sua visione dello slow wear.

In occasione del Salone Internazionale del Mobile 2009, il flagship store Marina Rinaldi di Corso Vittorio Emanuele è allestito da Mauro Mori con un’interpretazione della capsule del nuovo prodotto Soul. Un’installazione che a partire dalle vetrine riunisce una scelta di pièces ecosostenibili, dalle forme morbide: punto di incontro tra l’opera del designer e Marina Rinaldi, che con Soul interpreta lo slow wear consapevole. Così come Mauro Mori esprime la sua creatività tramite una voluta artigianalità del suo lavoro, in cui gli oggetti esposti rappresentano pezzi unici, Marina Rinaldi propone una capsule realizzata in fibre naturali, in cui ogni capo differisce dall’altro, salvaguardando le caratteristiche particolari proprie dei tessuti e dei filati. L’utilizzo da parte di Mauro Mori del legno Albizia Rosa delle Seychelles, pianta invasiva la cui eliminazione è necessaria per permettere lo sviluppo della flora ad essa circostante, abbraccia la filosofia del rispetto dell’ambiente al centro di Marina Rinaldi Soul. Lo spazio allestito nella boutique si propone come break dalla frenesia del Fuori Salone del Mobile: sarà proiettato un breve filmato sull’essere della nuova linea. Marina Rinaldi Soul e Mauro Mori, insieme per trasmettere la propria visione creativa del (fashion) design per un futuro più cosciente.

Testo sulla capsule Soul:

L’attenzione all’ambiente ha ispirato la nuova collezione Soul. I capi sono confezionati con tessuti realizzati con fibre naturali. Il lino ed il cotone sono coltivati secondo criteri ecologici, e tutte le operazioni di filatura e pulizia della tessitura sono compiute in totale assenza di sostanze chimiche. Per evitare l’elevata componente chimica dei coloranti tradizionali, la scelta di Marina Rinaldi per Soul è stata quella di affidarsi ad un particolare processo di tintura in capo a freddo di nuova concezione, che si rifà all’uso di elementi presenti in natura. L’utilizzo di frutti come le fragole o il kiwi, di piante come il cacao o il caffè, di legnami e cortecce conferisce ad ogni capo una speciale unicità. Toni e sfumature di colori infatti sono impossibili da riprodurre in modo speculare, seppur partendo dallo stesso processo di creazione e di tintura.

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