Stile ed emozioni per la sfilata primavera estate 2012 di Salvatore Ferragamo.

Istantanea di un atelier d’artista: un fascio di luce diurna, filtrata da grandi vetrate, inonda un ambiente di legni naturali. Qui, la consistenza materica delle tele grezze accende la passione creativa di uno spirito indomito.

Addosso, un’uniforme da lavoro che è come una disposizione a creare, composta di elementi essenziali ma unici, accostati con sottile eccentricità.

Un uomo dallo sguardo intenso, i capelli portati indietro, il volto carismatico da seduttore catturato da un ritratto color seppia. Indossa la camicia come una nuova tunica, inforca occhiali di forma d’antan, sceglie un cappello in rafia sfrangiato.

Veste un completo doppiopetto sartoriale che abbina ad una camicia dello stesso tessuto, una cravatta in crochet mat, un pantalone morbido anni ’30 a vita alta con pinces. E tiene con sé una borsa da viaggio che è una work bag, in pelle lavata o in canvas con finiture in cuoio, disegnata per accogliere nelle sue tasche capienti ogni strumento del suo universo.

L’attitudine decontracté incrocia la lezione del tailoring: nelle chiare giacche in canapa dal taglio impeccabile ma dall’aria vissuta, nei tessuti lavati e come sbiancati dal sole, nelle lavorazioni impercettibili ma accurate delle camicie.

Con un tocco apparentemente distonico, i confini del guardaroba si dilatano: una giacca allungata può alludere alla forma di una camicia, un cardigan in maglia a trama grossa può essere esibito con la nonchalance di una vestaglia.

La luce sfiora le texture corpose del lino, delle sete grezze, delle spugne di seta, giocando con le trame accentuate delle maglie, in un moltiplicarsi di effetti chiné, mélange, a rilievo.

Un percorso sensoriale che si alimenta di sfumature neutre e morbide, giustapponendole e mescolandole: dalla tavolozza dei beige all’avorio e ai panna, fino ai grigi pastello, con le uniche profondità cromatiche del blu Navy e del verde profondo del sottobosco.

Ai piedi, la classicità della Derby si arricchisce nella scelta del bi-materiale, canvas profilato di vacchetta, suola in cuoio naturale e stitching chiari.

Oppure punta sull’intreccio bicolore anni ’30 del raffinato modello a frangia, interamente in cuoio.

O ancora nobilita l’originalità dell’espadrilla: suola in corda intrecciata, spuntata davanti e profili in pelle, anche declinata in una variante che ricorda la slipper.

Viaggio dentro un’arte che riflette cultura e personalità. Un nuovo spartito di stile che fonde, con ineffabile naturalezza, suggestioni di ieri ed eleganza di oggi.

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