Il ritmo della moda è rappresentato dall’evento mediatico della sfilata che esplode col suo nuovo lessico per immagini tra la fine dei ’70 e l’inizio dell’80.

Icona di questo messaggio è il pannello che il Maestro Renè Gruau ha dipinto per me, nello spirito con il quale erano stati raffigurati il balletto e la corrida da celeberrimi artisti all’inizio del secolo scorso.

La moda è sempre di moda perché va per rappresentazioni e non per parole, interpretando un linguaggio contemporaneo e universale.
Nella storica cornice del Piccolo di Milano mando in scena figure femminili tra suggestioni estetiche e forme quotidiane.
Laura Biagiotti

La collezione sintetizza l’easy glam Biagiotti con abiti aerei tra poncho e tuniche, dipinti a mano in fantasie freschissime secondo il nuovo issue: be green!

Non solo nella rivalutazione di questo specialissimo colore ma anche in un ritrovato rapporto con la natura che Laura Biagiotti ha sempre rappresentato, cominciando già nei anni ‘70 con i suoi famosi erbari che diventano oggi astrazioni d’arte su temi naturalistici.

Accanto al verde scivola flessuoso un giallo lime ed un esplosivo arancio tangerino.

Sempre bianco Laura e toni freddi tra lo juta e il perla beige, con riflessi metallici.

Tessuti e filati evanescenti, come l’organza e il velo di lino, danno un aspetto delicato e sensuale a sottovesti e pull effetto nudo.  Stampe, volume e fluidità: queste le regole della stagione per bluse e blazer di chiffon profilati con mini treccioline di seta. Predominano leggerezza e colore nelle composizioni di pois plissettati sull’abito di georgette.

Echi orientali nella sovrapposizione della bambola sugli ampi pantaloni con le pinces ondeggianti alla caviglia.

La nuova femminilità è definita dai contrasti micro/macro: volumi iperspazialisti accostati a pezzi ridottissimi, dal bolero ai bloomers mozzafiato.

Preziose lavorazioni in maglia d’eccellenza, rigorosamente handmade per l’uncinetto sfumato. I ricami sono ripresi dall’arte paziente dei grandi corredi italiani, arricchiti dai bagliori di cristalli rivestiti di tulle e intarsi opalescenti nella seta e nel lino.

Hunting for fashion, suggeriscono parka in satin e blazer “S’FARI” in lino laccato oro, nel gioco più bello e antico del mondo che è quello di guarnire ed esprimere con la moda la propria corporeità.

Dettagli e accessori per fashion lovers. Fiori d’organza che non sfioriscono sono applicati su bluse e abiti. Gambe vertiginose ondeggiano su sandali-zeppa di 12 cm, rivestiti di jacquard logato con effetti lucido/opaco. Ma anche sandali ultrapiatti come coturni con fasce di vernice. Cartelle mini e maxi laccate in cocco e vernice, e la nuova Laura Bag con rivisitazione pop del ritratto di Gruau. Mega lenti specchiate e sfumate velano lo sguardo.

La forza della maison è l’archivio che Laura chiama il “bosco dei vestiti”, dal quale si può recuperare un coltivato vintage a cominciare dalla Bambola, abito- icona, nella fedeltà e nella coerenza di una donna che lavora per le altre donne.

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