Sempre più spesso le star d’oltreoceano scoprono il genuino interesse per le reali qualità del prodotto più che per l’ostentazione della griffe.

Il fenomeno del “lusso accessibile”, già fotografato nel mercato americano da Michael Silverstein e Neil Fiske, della Boston Consulting Group, riguarda beni di qualità e di produzione artigianale, spesso dal prezzo alto ma non proibitivo, giustificato dal valore reale del prodotto più che dal marchio.

Oggetto del desiderio degli appassionati del “new luxury”, la moda Made in Italy che traina il mercato delle esportazioni del lusso medio-alto con un fatturato di circa 18 miliardi (dati Confindustria-Prometeia).

A conquistare i rappresentanti dello showbiz, l’importanza della dimensione emozionale del “new luxury good” che oltre a creare un forte coinvolgimento si collega a benefit specifici: “Le star iniziano ad appassionarsi a materiali di ottima qualità, dettagli accurati e lavorazione handmade – spiega Martina Frappi, giovanissima designer di Isabelle Martine, brand di borse che sta spopolando tra le celebrities d’Oltreoceano – vanno alla ricerca di prodotti dal design fresco e dotati di quell’unicità che solo la lavorazione artigianale garantisce. Tutti elementi comuni al mondo della moda e degli accessori Made in Italy ma soprattutto degli stilisti emergenti”.

Già Michelle Obama aveva scelto di indossare le creazioni dei giovani Jason Hu e Isabel Toledo, dando il via al fashion trend dello stilista emergente.

Ma a conquistare gli onori della cronaca sono sempre più i giovani stilisti italiani, primi creativi dell’epoca di Internet e dei Social Network a vivere le fluttuazioni della moda in tempo reale.

I loro brand, infatti, riconosciuti a pieno titolo nella categoria del lusso accessibile, conquistano sempre più spazio e considerazione da parte dei buyer internazionali in quanto portatori di novità, freschezza ed entusiasmo.

Nell’epoca del new luxury, eccellenza non significa più irraggiungibilità di un prodotto: “Il concetto di lusso contemporaneo coincide con la capacità di comprendere, apprezzare e valorizzare, in modo consapevole, la ricerca dell’eccellenza che sta dietro il prodotto – racconta Anaïs Isabelle Copini-Castorani, direttore creativo classe ‘86 di Isabelle Martine – il suo valore è legato oltre che alla qualità, al grado di soddisfazione di chi ne fa uso.”

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