Roma, la città che si dice eterna. Valentino, il custode della fiamma eterna dell’Alta Moda.
Per questa stagione, il couturier ritorna al luogo nel quale è cominciata la sua splendida storia e presenta la collezione Haute Couture del suo quarantacinquesimo anniversario nella città della quale il suo nome è sinonimo. Valentino Clemente Ludovico Garavani arriva a Roma, caput mundi, sede di Papi e Imperatori, nel momento più alto e glorioso della storia recente della città. In quegli anni, nella sua grande maison d’Alta Moda di via Condotti 11, è considerato una supernova dello stile e trova ispirazione negli dei e nelle dee del bel mondo, nei set di Hollywood e di Cinecittà e nei divi che passeggiano per Via Veneto e hanno Roma e Capri come scenografia della loro Dolce Vita.
Per questa sfilata evento, un tributo alle sue clienti più fedeli, ai suoi ammiratori e ai collaboratori di una vita, Valentino ripercorre i temi e i motivi che ha creato e perfezionato in quasi mezzo secolo vissuto sempre da protagonista. Un’Alta Moda caratterizzata da riferimenti reverenziali al passato, il cui vero filo conduttore è però la fede perpetua di Valentino nei metodi e modi della Couture come un’arte sempre viva e vitale. Come in un omaggio ai suoi anni formativi di Parigi, quando lavorava con Jean Desses, Valentino porta al centro della scena quel drappeggio classico che lo ha ispirato a inizio carriera e che con gli anni è diventato "il drappeggio Valentino". Ci sono i grandi abiti da sera sbocciati dai suoi "disegni del sogno", insieme ad abiti icona di tante diverse collezioni.
Gli abiti bianchi accennano inevitabilmente alla couture della "Sala Bianca" di Palazzo Pitti del 1968, dove il maestro diventò un Nome per il mondo intero, ma a dominare è il colore, elemento centrale di tutta la sua opera. Rosa chiaro e scuro, verde, oro, grigio, nero, e Rosso Valentino.
Nella sfilata c’è un’allusione al primo abito Rosso Valentino, prodotto nell’atelier romano dei suoi inizi, impreziosito da rose di ruche, ma realizzato in nero: un grande abito da sera, sotto un velo di tulle con foglie di diamanti. Altri temi ricorrenti: i fiori, i "pagine" d’organza e il drappeggio verticale, "a fontana",
che Valentino ha reinventato a fine anni 60. I ricami sono ricchi, con paillettes (marrone fumè, rosse e dorate), diamanti, piume e gemme colorate, a creare fiori che si stagliano su campi di brillanti. I cordoncini di macramé di seta, quelli che Valentino chiama "i miei budellini", danno forma a giacche e top. Un serpente gioiello riappare dopo il suo debutto nei primi anni 70, questa volta avvinghiato alla georgette.
Le creazioni che percorrono questa lunga passerella sono un’autobiografia in tre dimensioni, ma che non si volta indietro. La storia che si racconta oggi è la storia di una incessante ricerca della perfezione e della bellezza, una storia che non avrà mai fine.

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Articolo pubblicato da in data: 11.07.2007
Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2007