C’è il senso del lusso vero in questa collezione che sceglie di superare il conformismo della moda in apparenza tutta uguale e che per questo si dichiara democratica. Mentre è nella natura stessa dell’impegno stilistico fare le differenze e sottolinearne il valore implicito. Così a originare la freschezza impeccabile di questa nuova eleganza sono la qualità eccezionale dei tessuti, la logica della forma, la precisione accurata dei dettagli. Perché la rivoluzione dello stile maschile genera un universo di gesti, comportamenti, allusioni, riferimenti, che non esprime certo i canoni invecchiati di un mondo che non esiste più, con il suo rigore di abiti troppo costrittivi, la sua rigidità d’oltremanica di taglio e di tessuti.

In uno scambio continuo tra la contemporaneità dei materiali – poliestere della mano consistente e dalle micro fantasie tipicamente Armani, nylon vissuto e spiegazzato accostato a fodere ricchissime, velluto stampato come pellame, pellame lavorato come un velluto – e il movimento confortevole della linea (che raggiunge il suo vertice nei cappotti disegnati, asciutti) si definisce una sensazione di lusso, di high quality, che segnala la sicurezza e il potere di chi li sceglie.

In questa collezione che mescola soluzioni sportive a un immaginario personaggio maschile degli anni Trenta – quando la modernità divenne vita quotidiana – si nota una lieve eccentricità. Un tocco alla Gabriele D’annunzio come appare in certi indimenticabili ritratti, in camicia dal collo alto e giacca molto accostata scura.

Riprendendo questa rilassata eleganza in interni, la giacca di velluto dalle chiare sfumature minerali ha il colletto a scialle e si completa con i pantaloni scuri. Sono questi lievi eccessi a dare un equilibrio più avanzato allo stile che, superando ogni specificità di etichetta, si potrebbe definire con una formula che tutto raccoglie: semplicemente Armani.

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Articolo pubblicato da in data: 14.08.2007
Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2007