lunedì , 24 novembre 2014
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COATS! MAX MARA: 60 anni di moda italiana e una Matryoshka unica

Max Mara, giunge in Russia e precisamente a Mosca, dove viene ospitata dal 12 ottobre 2011 al 10 gennaio 2012
COATS! MAX MARA, 60 anni di moda italiana e crea una Matryoshka unica

Dopo la Germania, il Giappone e la Cina “Coats!”, la mostra dedicata alla storia del Gruppo Max Mara, giunge in Russia e precisamente a Mosca, dove viene ospitata dal 12 ottobre 2011 al 10 gennaio 2012, presso il prestigioso State Historical Museum, l’importante istituzione museale dall’inconfondibile architettura a pinnacoli che domina la parte nord-est della Piazza Rossa.

Edificato dall’architetto Vladimir Osipovich Shervud tra il 1875 e il 1881, infatti, lo State Historical Museum raccoglie la storia della “Grande Madre Russia”, ospitando nelle sue sale oltre 4 milioni di reperti e 15 milioni di documenti storici, con collezioni che spaziano dalle reliquie preistoriche fino alle opere d’arte inestimabili acquisite dalla dinastia dei Romanov.
Inaugurato ufficialmente con una visita dello Zar e della moglie nel 1883 fu rinominato l’anno successivo in “Museo di storia imperiale russa”.

Una cornice prestigiosa per la tappa moscovita di questa mostra internazionale – il cui allestimento è curato dallo studio Migliore + Servetto Architetti Associati – che prosegue il grande successo dei tre appuntamenti precedenti, che si sono tenuti rispettivamente presso il Kulturforum di Berlino (nel novembre 2006), il Mori Arts Center sulle Roppongi Hills di Tokyo (nel 2007), il Namoc (il National Art Museum of China, nel 2008), sottolineandone al contempo la natura itinerante e l’approccio culturale.

La mostra è curata da Adelheid Rasche, storica della moda e dell’arte, curatrice del “Sammlung Modebild – Lipperheidesche Kostümbibliothek (Fashion Image Collection – Lipperheide Costume Library) presso la Biblioteca dell’Arte, dei Musei Nazionali di Berlino e membro del ICOM – International Council of Museums, Costume Committee .

‘Coats!’ è caratterizzata da un impatto glamour e storico al tempo stesso, si configura come un viaggio lungo tutte le decadi della moda italiana, analizzate attraverso le evoluzioni del cappotto Max Mara.

Il visitatore, dopo una sezione dedicata a preziosi cappotti della storia della moda, passerà in rassegna la storia del Gruppo Max Mara. In mostra 70 rari modelli datati dagli anni ‘50 ai giorni nostri, come il celeberrimo 101801 in cammello, il trench e il paletot bordati di pelliccia che sarebbero piaciuti a Caterina la Grande; tantissime fotografie d’autore scattate per Max Mara da maghi del clic come Richard Avedon, Sarah Moon, Steven Meisel, Craig McDean, Mario Sorrenti e David Sims.

E ancora croquis provenienti dall’Archivio del Gruppo, firmati dai creatori che hanno collaborato (nel più completo riservo come da politica aziendale) con Max Mara lungo tutta la sua storia. Grandi nomi come Emmanuelle Khanh, Anne-Marie Beretta, Karl Lagerfeld o Jean-Charles de Castelbjac. O la stilista-designer Nanni Strada, che realizzò nel 1971 per Sportmax una collezione di avveniristici maxi coat in stile folk recentemente ritrovati e andati subito ad arricchire questa esposizione.

Il racconto è organizzato per aree tematiche che si intrecciano tra loro e si concatenano attraverso il filo della successione temporale.

Ogni tematica individua, infatti, un particolare momento storico e culturale dell’azienda: la nascita del gruppo (anni ’50-’60), il legame con l’editoria (anni ’70), la creatività (anni ’80), la fotografia (anni ’90) e, non ultima, la produzione industriale (2000).

Nella sezione della mostra dedicata all’arte, dove sono presenti installazioni e artwork “a tema” firmati da alcuni artisti contemporanei quali William Wegmam e Miwa Yanagi, verrà inserito un lavoro realizzato da Valery Katsuba famoso artista di San Pietroburgo, a cui Max Mara ha commissionato per l’occasione un’opera fotografica, che ritrae la compagnia di ballo del Teatro Bolshoi in una onirica coreografia di tutù e cappotti Max Mara.

In occasione della retrospettiva ‘Coats! MaxMara, il brand  ha realizzato una speciale Matryoshka in edizione limitata in omaggio alla mostra ed al paese che la ospita.

Rappresenta infatti il souvenir russo per eccellenza ed un simbolo dell’arte popolare. E’ la tipica bambola in legno composta da due pezzi che la rendono apribile.

Fino a 30 esemplari che variano dai 38 cm del più grande ai 25 mm del più piccolo. La realizzazione è pertanto molto delicata, infatti prima che il pittore inizi la sua opera, il tornitore crea una “parte vuota”, essendo la bambola creata a mano con un tornio.

Dopo essere stata dipinta, viene ricoperta da vari strati di lacca. Questo per proteggere il disegno. Si possono trovare illustrate storie della Bibbia, fiabe, celebri poesie, paesaggi naturali e decori tradizionali.

La prima Matryoshka risale alla fine del secolo XIX. A idearla fu Sava Mamontov fondatore del circolo artistico Abramzevskii, facoltoso industriale, collezionista d’arte e mecenate, che aveva allestito nella propria tenuta di campagna dei laboratori artistici riunendo attorno a sé pittori e artigiani dell’arte tradizionale dei contadini russi.

Il nome Matryoshka deriva dal latino “mater”, la bambola rappresenta infatti la madre, la generosità e fertilità della terra.

Solitamente le Matryoshke sono pezzi unici, opere d’autore realizzate da famosi artisti russi. Quella realizzata per Max Mara in omaggio alla mostra ‘Coats!’ è stata disegnata dall’artista Elena Koba, specializzata nella pittura dei costumi della tradizione popolare russa, e membro dell’Unione degli Artisti di Mosca e della Russia. Fin dal 1983 Elena espone all’interno di mostre nazionali ed internazionali così come all’interno di collezioni private in tutto il mondo.

Il volto ritratto sulla Matryoshka Max Mara è quello di Maggie Rizer, fotografata da Richard Avedon nella campagna pubblicitaria MaxMara A/I 1998 che è poi diventata la cover del Catalogo ‘Coats!’ ed il simbolo della mostra stessa.

Sulla bambola la modella ritratta indossa il doppiopetto 101801, l’inconfondibile cappotto cammello best seller creato per la prima volta da Max Mara nel 1981 e tuttora oggi in produzione.

E’ importante ricordare che all’inizio del secolo scorso, durante l’Esposizione Mondiale di Parigi, la matrioska è stata premiata e riconosciuta internazionalmente come simbolo della tradizione russa per la sua popolarità in tutto il mondo. Da allora rispecchia nella sua espressione artistica, la vita e la storia della Russia.

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14.10.2011
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