Christian Weber è il nome di un movimento di creativi che intendono definire l’essenza dell’arte. Reinventando l’idea stessa di stile senza però lasciarsi mai catturare da inutili e anacronistiche riproposizioni del passato.

“Meglio lavorare dieci giorni su un prodotto che fabbricare dieci prodotti in un giorno”. Coniato in origine dal gruppo di artisti della celebre Wiener Werkstatte, straordinario crogiolo di rivoluzionaria modernità tra la fine del secolo xix e i primi decenni del 900, questo motto è stato fatto suo da Christian Weber e dal suo team internazionale. Anche Weber infatti è austriaco come Gustav Klimt, Kolomann Moser, Joseph Hoffman, per citare soltanto alcune delle figure che hanno fatto grande la secessione viennese, e ne condivide l’attitude alla ricerca e alla sperimentazione, la fervida spinta verso il nuovo e l’inatteso.

La prima collezione CW è stata lanciata dal direttore creativo e responsabile del design Christian Weber  nel novembre 2006, dopo una lunga esperienza in alcune tra le più prestigiose realtà del fashion sulla scena mondiale. Quello perseguito da CW è un concept diverso, armonico, indipendente e cosmopolita, che idealmente si propone di seguire il solco tracciato dalla werkstatte mettendo l’accento innanzitutto sull’irrinunciabile qualità estetica e produttiva di un capo d’abbigliamento. Nessun dettaglio, nessuna fase di lavorazione è infatti ritenuta insignificante e lasciata al caso, non viene fatta nessuna concessione alla mediocrità della produzione di massa. Un vero cosmo creativo che come la Wiener Werkstätte segna una formidabile comunicazione-confronto tra designers, sources produttive, una clientela esigente. Proprio come una storia, nella peculiare ottica  CW, ogni singolo capo ha un suo inizio e un percorso di formazione, visione complessiva che riassume in sé vari elementi: squisita sartorialità, fantasia, design e sapienza artigiana.

El duende, la nuova collezione…Il pret-a-porter CW per la primavera-estate 2008 ha trovato linfa e suggestioni nella penisola iberica, in quello spirito stilizzato e potente che sotto diverse sfumature e connotazioni caratterizza l’intero universo femminile spagnolo: il duende. Donna dunque come “conquistadora”, indomita guerriera alla conquista di un nuovo mondo armata di fascino e determinazione, audace, misteriosa e segreta insieme. Un sovrapporsi di silhouettes maschili e femminili, incontro-scontro fra la sensualità astratta, sospesa e drammatica del flamenco e i secolari, sacralizzati rituali della corrida. Intreccio di elementi maschili e femminili che si miscela e fonde proprio nel fuoco interiore del duende. Si rivela così un virtuosismo di tagli e soluzioni formali ispirati alla tradizionale estetica e rappresentativa del matador, dal cui canonico costume, il meraviglioso scintillante traje de luz, provengono ad esempio il bolero e il pantalone a vita alta. L’immagine del torero ritorna in dettagli, fibbie e ricami persino sui jeans. Le ruches a balze del classico abito della danzatrice di flamenco si assottigliano invece fino all’essenza, trasformandosi in motivo grafico a stampa, accanto a segni, patterns e cromie che rivisitano il sospeso surrealismo di dalì o la fantastica visionarietà architettonica di gaudì a barcellona. La scelta del colore si divide in tre ambiti differenti e comunicanti, tramite nuances precise e distillate cui sono stati dati nomi particolarmente evocativi. I toni dal grafismo pulito del ‘black&white’, a contrasto con i cromatici caldi e appassionati delle plazas de toros, spiccano vibrazioni di“rust”, ruggine e carminio e “castilla”, il rosso aranciato, speziato del sandalo. Decisamente più femminile e morbido il passaggio al “vetro”, un trasparente verde pastello, e al cremisi “torero”. Infine, una palette vivace e gioiosa illuminata da un dinamico verde acqua denominato “fantastico”, incendiata dal concentrato vivido magenta del “flamenco”, accanto al sabbia “desert” e al “riviera”, un profondo azzurro mare.

Categorie: Abbigliamento Donna.

Articolo pubblicato da in data: 17.12.2007
Ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2007