La moda apre al Risorgimento. Stilisti come Valentino, Armani, Fendi, Biagiotti, Cavalli, Balestra, Sarli e Gattinoni vestono 32 donne protagoniste delle lotte per l’Unità d’Italia.

Si perché nella storia patria non ci sono stati solo uomini come Garibaldi, Mazzini, Cavour, Vittorio Emanule II e Massimo D’Azeglio.

Ma anche donne eccezionali come Anita Garibaldi, Cristina Trivulzio di Belgioioso, la contessa di Castiglione. E personaggi di grande tempra come Enrichetta Caracciolo, Clotilde di Savoia, le brigantesse Michelina Di Cesare, Filumena Pennacchio, Maria Oliverio.

A queste protagoniste del Risorgimento è stata dedicata a Roma, a Palazzo Altemps, la mostra «Eroine di stile». Un appuntamento di grande valore simbolico perchè la grande moda italiana ha reso loro omaggio con la dedica di abiti lussuosi che non hanno mai avuto la possibilità d’indossare nella loro vita avventurosa.

Come detto sono 32 le figure femminili che hanno contribuito all’Unità d’Italia individuate da Stefano Dominella e vestite dalle griffe, nella mostra di cui è ideatore e curatore.

Oggi Anita Garibaldi potrebbe indossare una mise di Laura Biagiotti, di morbida maglia di cachemire rosso militare, il colore delle divise garibaldine, mentre Peppa «la Cannoniera», irriducibile amazzone che catturava i cannoni nemici con il lazo, starebbe bene con addosso una camicia rosso fuoco di Moschino e una gonna a disegni mimetici di Enrico Coveri. Un abito ricoperto di preziose piume di gallo rosse e nere firmato Roberto Cavalli, potrebbero invece vestire Cristina Trivulzio di Belgioioso, la principessa ritratta da Hayez.

Patrocinata dalla presidenza della Repubblica e dal ministero dei Beni culturali-Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, l’originale esposizione è promossa dalla Provincia di Roma nell’ambito del progetto ABC Arte bellezza Cultura.

Giuliano Amato, presidente del Comitato dei Garanti per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia ha dichiarato che“Questa iniziativa che alcuni storici avrebbero definito stravagante, rappresenta invece un recupero delle figure femminili del Risorgimento, che hanno corso gli stessi rischi degli uomini, ma sono state dimenticate per maschilismo storico”. Parole sacrosante perché vere.

In tutta Italia i busti delle eroine sono solo 35, mentre quelli dedicati a Garibaldi sono 18mila. Che ingiustizia…

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