West Hollywood ha vietato la vendita di pellicce, diventando una delle prime città non solo negli Stati Uniti, ma anche nel mondo, a prendere questa decisione. La legge, che è stata approvata al Consiglio comunale con tre voti a favore e uno contrario, entrerà in vigore nel settembre 2013.

La città, che fa parte della contea di Los Angeles, è famosa per il suo attivismo a favore degli animali. Ed Buck, dell’associazione ‘Fur Free West Hollywood’ (West Hollywood libera dalle pellicce) ha accolto con gioia questa disposizione.

“L’impatto economico è minimo”, ha detto Buck, “ma un dibattito più ampio è in corso”. Già negli anni scorsi gli animalisti erano riusciti a vietare la vendita di animali provenienti dagli allevamenti intensivi, e nel 2002 la parola ‘animale domestico’ è stata sostituita da ‘compagno’, e il termine ‘proprietario’ con ‘custode di animali’. Un passo importante per Simone Pavesi, responsabile settore pellicce Lav. “Che West Hollywood abbia deciso di vietare la vendita di pellicce è un fatto significativo, oltre che simbolico – dice all’Adnkronos – è bene che le amministrazioni locali prendano decisioni di questo tipo, l’auspicio è che anche i governi nazionali si muovano presto in questa direzione”.

“Una recente indagine, realizzata negli Stati Uniti dall’associazione Born Free Usa con la quale la Lav collabora da anni, ha documentato – spiega Pavesi – i metodi di cattura e di uccisione degli animali al fine della produzione di pellicce, che poi vengono commercializzate in Europa, ma soprattutto in Italia. E proprio secondo le indagini condotte dalla Lav – prosegue il responsabile del settore pellicce – tra il 2006 e il 2011 l’Italia avrebbe importato dagli Stati Uniti pelli di animali di cui non esistono allevamenti (come ad esempio coyote) e dunque una parte di queste pelli non possono che derivare da catture in natura”.

“Proprio per questo nel mese di ottobre – conclude Pavesi – ci siamo rivolti all’ex Ministro Frattini e successivamente abbiamo fatto ulteriore richiesta anche all’attuale Ministro Giulio Terzi di Sant’Agata affinché sia sospesa da subito in Italia l’importazione di pellicce di animali catturati. Chiediamo anche che sia avviata in sede europea una procedura di risoluzione delle controversie create dalla violazione degli accordi bilaterali tra Europa e Stati Uniti sulla cattura degli animali”.

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