ClassicoCubista…Una scarpa Cubista, tripartita in solchi rossoviolarancio.
Al posto dei normali lacci, ali di pelle frastagliata sulla caviglia che si ricongiungono al bottone in camoscio.

Intrecci di pitone e velluto sulle décolletés punta “civetta”.

L’autunno di Alessandro Oteri è così, dualista, ambivalente.
Punte d’estro e neoclassicismo intriso di anni ’50.

Tronchetti spuntati viola glossy o Monogram manifestano un vigore glamour opponendosi alla nobiltà compita delle Chanel, dei sandali a doppia fascia alta.
Stivaletti di tessuto glicine a scacchiera, costruiti in tandem stilistico con i tessuti della sartoria Avolio,  si alternano a pacati intrecci  di camoscio che giocano i toni dell’ocra, a tomaie viola decorate da bottoni turchesi realizzati a mano.

Sul marrone testa di moro e sui terra di Siena degli suède si materializzano ventagli di vernice Mondrian, che spaziano tra le latitudini cromatiche stampandosi sulla pelle o fluendo sotto forma di foulard applicati sulla tomaia degli stivali.

Cavigliere di legno scuro, di giorno, diventano anello Swarovski la sera sul satin nero.

Oteri propone, come sempre la sua Anthology: una collezione unica che si modula all’infinito cambiando materia, modello, escursioni cromatiche, forme.

Le sue famose punte bambola scollatissime  cambiano anima a seconda dei materiali, al pari dei sandali annodati proposti in alligatore verde oliva con borsa affine.

I plateaux ci sono, ma preferibilmente nascosti.
I tacchi prediligono la forma sottile e dritta modulata sugli anni ’50.

La sera.
Paillettes microscopiche ammantano di nero, oro brunito e argento caldo le “spuntate” di levatura fashion.
Trionfa il bianco e nero: sui sandali da gazzella, sui gradini ellittici dei plateaux, sulle “classiche” ma a punta bombata.

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Articolo pubblicato da in data: 26.02.2008
Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2008