E’ il centenario della nascita di Renato Guttuso, grande pittore e straordinario testimone dei tempi, capace di tradurre sulla tela l’impegno morale e civile che contraddistinse la sua arte fino dai precocissimi esordi. Libri, incontri, mostre organizzate in tutta Italia, celebrano questo evento.

Nato a Bagheria il 26 dicembre 1911 in una famiglia di idee liberali il piccolo Renato manifestò già in tenera età la sua predisposizione alla pittura. Nel 1928, appena diciassettenne, partecipò alla sua prima mostra collettiva a Palermo dove si era trasferito per compiere gli studi. Qualche anno dopo sempre a Palermo ha dato vita al Gruppo dei Quattro. Ma è durante il soggiorno di tre anni a Milano che matura la cosiddetta l’arte sociale di Guttuso, con un impegno morale e politico via via più scoperto rivelato in quadri come Fucilazione in Campagna (1937-’38), ispirato a Garcia Lorca o Fuga dall’Etna in due stesure. Il passo successivo fu Roma, dove rafforzò la sua presenza nell’ambiente artistico di tendenza antinovecentista e strinse rapporti di amicizia con colleghi come Mazzacurati, Fazzini, Cagli, ma soprattutto con Antonello Trombadori.

Se la Crocifissione fu il dipinto che gli dette la fama, la sua ricerca pittorica non venne mai meno anche negli anni difficili della guerra. Sposata nel ’47 la compagna e fidata confidente Mimise, realizzò opere come Pausa dal lavoro, diventata simbolo della rinascita, a cui lo stesso Pasolini dedicò una poesia, capolavori quali Canottieri che cantano, Contadini siciliani, L’occupazione delle terre incolte che presentò alla Biennale di Venezia del 1950. Intanto la figura femminile diventava dominante, soprattutto nella serie di opere in cui ritrae Marta Marzotto, musa ispiratrice e modella prediletta, a cui fu legato sentimentalmente per lunghi anni. L’afflato civile però non viene mai meno e negli anni ’70 Guttuso dipinse le sue opere più celebrate, dai Funerali di Togliatti (1972) alla Vucciria (1974), meraviglioso affresco del mercato palermitano dove il realismo è crudo e sanguigno come le carni esposte sui banconi insieme a un tripudio di ortaggi e frutta.

Guttuso si spense nel 1987 in malinconico isolamento, dopo la scomparsa della moglie. Una morte in odore di conversione, che divenne un caso animando le cronache del tempo. Uno scandalo che mise quasi in ombra la sua grandezza di artista. Alla città natale, Bagheria, Guttuso lasciò molte opere, oggi conservate nel museo di Villa Cattolica dove egli stesso venne sepolto.

Categorie: Agenda, Costume e società.

Articolo pubblicato da
Ultimo aggiornamento: