Umberto Eco, chi non conosce nel mondo questo bravissimo intellettuale che oggi compie 80 anni portati benissimo nel corpo e nello spirito. Dagli Stati Uniti arriva il dono più bello: un volume celebrativo della collana The Library of Living Philosophers in cui venticinque menti illustri scriveranno ciascuna un saggio sull’«intellettuale italiano vivente più famoso al mondo».

La figura di Eco è unica, a metà tra il topo di biblioteca coltissimo e maniacale, appassionato di materie ai più probabilmente incomprensibili e l’uomo sempre curioso, pieno di slanci e fantasia al punto – ricorda il conduttore Red Ronnie che lo ha intervistato nel 96 – di diventare un fanatico dei videogames, una  dipendenza che poi improvvisamente svanì quando il professore iniziò a scrivere sul computer, ”Questo perché il godimento di distruggere, cancellando, parti dei suoi testi, era diventato superiore al piacere di distruggere astronavi nei videogames”.

Insomma Umberto Eco ha sempre stupito i suoi interlocutori. Pochi scommettevano sulla sua attività di romanziere, invece Il Nome della Rosa con cui debuttò nel mondo della narrativa nel 1980, si è  conquistato un posto di primo piano, vincendo quanti più premi è possibile, senza dimenticare che il libro è stato tradotto in più di quaranta lingue e ha venduto oltre 30 milioni di copie.

Nato dalle appassionate ricerche filologiche del Professore in antichi archivi, alla ricerca di codici dimenticati dai più, il romanzo è la sintesi della fantasia di un intellettuale costantemente corroborata dal piacere sommo della conoscenza, in un equilibrio che rende i meccanismi dei suoi racconti sempre perfetti.
.
Ma come dicevamo, i suoi interessi non sono mai rimasti confinati entro le biblioteche polverose: Umberto Eco filosofo, linguista, semiologo si è sempre guardato attorno con viva curiosità, approfondendo anche gli aspetti più rilevanti della nostra contemporaneità, come ad esempio, il fenomeno dei mass media e della comunicazione di massa a cui ha dedicato importati saggi sin dagli anni sessanta. Famosa in questo ambito la fenomenologia di Mike Bongiorno con cui il professore spiegò a modo suo il successo televisivo di questo italo-americano dallo stile apparentemente sciapo e banale.

Categorie: Agenda, Costume e società.

Articolo pubblicato da
Ultimo aggiornamento: