L’arrivo di Facebook, Twitter e di nuovi strumenti come iMessenger di Apple sui telefonini ha definitivamente messo in crisi una delle attività più remunerative per l’industria mobile, quella degli sms. A sancire il materializzarsi di una tendenza più volte prevista in passato, ma mai finora realizzatasi, il vistoso calo nell’invio di messaggi di testo durante il periodo di Natale e Capodanno, che tradizionalmente fa registrare il picco annuale di utilizzo del servizio.

Nelle abitudini degli utenti, ormai, i social media, le email, i sistemi di messaggistica istantanea pare abbiano sostituito gli sms e questo dato di fatto è un vero campanello di allarme per gli operatori telefonici, europei soprattutto, che devono ancora trovare il modo di monetizzare la popolarità dei servizi dati.

Il crollo nell’utilizzo dei messaggi di testo, secondo gli analisti, appare più evidente in quei paesi che per primi ne hanno sancito la popolarità – come la Finlandia, dove secondo i dati di Sonera si registra un calo del 22% – ma il trend è evidente un po’ in tutta Europa e sarà, stima Citigroup, un crescendo. Via via, infatti, molti operatori tenderanno a includere gli sms in pacchetti promozionali e i messaggi di testo diverranno una caratteristica del contratto non più una fonte di guadagno a sé stante.

La qualità delle chiamate vocali non sembra più uno dei fattori importanti per la scelta di un telefonino: i consumatori – almeno da quando è arrivato l’iPhone – considerano ugualmente importante anche all’accesso a internet, che implica l’utilizzo di servizi di messaggistica come Skype o WhatsApp (recentemente bandito dall’App Store per motivi ancora da definire), di piattaforme social come Facebook e Twitter o anche semplicemente delle email. Gli operatori, tuttavia, non controllano i ricavi generati da questi servizi e c’è in atto un dibattito su come monetizzare queste applicazioni, alla luce degli alti costi necessari per la fornitura delle infrastrutture di rete che le veicolano e che sono in capo alle compagnie telefoniche.

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