Inizia a Milano Moda Uomo il futuro del ”democratic style” di NewYorkIndustrie.

Dopo alcune stagioni di silenzio, NewYorkIndustrie torna a far parlare di sé. 
Confermando la propria identità, il marchio – uno dei protagonisti storici del prêt à porter italiano – si propone di vestire il quotidiano presentando a Milano Moda Uomo una collezione atemporale, metropolitana e transgenerazionale composta da 150 pezzi, che rappresentano la soluzione più intelligente per ogni occasione, dalla mattina alla sera, e sono tutti caratterizzati da fit che vestono alla perfezione ed esaltano le forme di chiunque. Così, lo stile diventa “democratico”, globale, trasversale.

“Democratici” e classici: i capi che dal 1977 connotano le collezioni NewYorkIndustrie lo diventano subito. Sono di moda perché si collocano al di là delle mode. Come il pantalone Beirut, stretto a sigaretta con gli spacchetti laterali al fondo: un capo di derivazione maschile che si trasforma in un passe partout al femminile, sostituendosi al jeans per maggiore eleganza e pari portabilità. 

NewYorkIndustrie si prepara ad affrontare il futuro con rinnovata carica e singolare dinamismo, a seguito dell’acquisizione al 100% del brand avvenuta nel 2008 da parte  di “Pianeta Terra”, la società che vede Fabio Longo in veste di Amministratore Delegato e Billy Ngok in quella di socio fiduciario e finanziario. 

A “Pianeta Terra” fa capo anche la produzione delle collezioni NewYorkIndustrie, mentre la distribuzione worldwide è affidata in esclusiva a Studio Zeta, in una prospettiva che privilegia le boutique multibrand come scenario di presenza naturale per un prodotto così duttile e trasversale per fruibilità. 

Garanzia di qualità e di eccellenza nel servizio al cliente, la distribuzione gestita da un’unica struttura è veicolo di una presenza capillare con focus, per lo start up dell’Autunno/Inverno 2009/2010, sui mercati italiano, dell’Unione Europea, dell’Est Europa del Far East. Sono importanti e calibrati sui significativi investimenti del brand a livello di ricerca e di ottimizzazione della vestibilità gli obiettivi di fatturato: 3,5 milioni di Euro per la prima stagione considerando sia collezione Uomo che quella Donna.

NewYorkIndustrie: la rivoluzione di velluto…
1977: nasceva NewYorkIndustrie, un marchio che avrebbe segnato un momento di svolta nella storia del gusto, il cui nome si ispirava al film di Martin Scorsese, “NewYork New York”, uscito nello stesso anno e diventato anch’esso un classico. Il brand era il risultato di una ricerca sul deja vu, sul meglio del già conosciuto, sulla sintesi e sulla semplificazione. Sulla traduzione al femminile di codici maschili. Rispondeva alle esigenze di un’emancipazione sociale in corso. Alcuni elementi, come il pantalone Beirut, quello stretto a sigaretta con gli spacchetti laterali a cui nessuna donna poteva più rinunciare, finirono con il rappresentare un autentico fenomeno di costume e restano ancora insuperati e attuali perché interpretano in chiave elegante il ruolo di passe partout del jeans. Evolutosi nel tempo e sviluppata anche la linea uomo, l’etichetta occupa un posto speciale nell’immaginario, e, dopo alcune stagioni di silenzio, torna a far parlare di sé.

Autunno/Inverno 2009/2010: NewYorkIndustrie è l’affermazione di  uno stile di pensiero. Veste il quotidiano, con una collezione atemporale e transgenerazionale composta da 150 pezzi, che rappresentano la soluzione più intelligente per ogni occasione, dalla mattina alla sera.

Le caratteristiche: dichiaratamente metropolitana, educata e consapevole è una moda per chi è oltre la moda. Non riconoscibile, se non da chi già conosce, propone un guardaroba raffinato ma non di maniera: più per intellettuali che  per dandy. La disinvoltura e la digressione, l’errore, conferiscono personalità e carattere a chi sceglie di indossare capi impeccabili, perentori nella qualità ma flessibili e modulari negli abbinamenti.

Categorie: Abbigliamento Uomo.

Articolo pubblicato da in data: 20.01.2009
Ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2009