sabato , 30 agosto 2014
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A Como la mostra dei capolavori della dinastia Brueghel

Molto più di una bottega d'arte a conduzione familiare: quella dei Brueghel è stata una vera e propria dinastia di pittori che lasciato il segno nell'arte europea per oltre un secolo.

Molto più di una bottega d’arte a conduzione familiare: quella dei Brueghel è stata una vera e propria dinastia di pittori che ha lasciato  il segno nell’arte europea per oltre un secolo.
Ha il compito di raccontarla, naturalmente per immagini, la bella mostra inaugurata in questi giorni a Villa Olmo a Como, intitolata proprio La dinastia Brueghel.

La mostra si distingue per il suo sguardo allargato sull’intera famiglia di artisti con uno straordinario salto all’indietro perché per la prima volta viene esposta in Italia la tavola dei Sette peccati capitali di Hieronymus Bosch, punto di riferimento del capostipite Pieter Bruegel (furono i figli a reintrodurre la “h” nel cognome di famiglia) il Vecchio e presupposto alla logica visionaria che ne caratterizzò l’opera, tutta dedicata all’analisi dei vizi e delle virtù umani. Va sottolinearta la straordinaria contrapposizione tra l’arte razionale italiana cinquecentesca e il mondo dettagliato, come se ne fosse l’altra faccia della medaglia, del panorama nordeuropeo e fiammingo in particolare

Nel percorso espositivo della mostra il “sole” è la sala che ospita l’opera di Bosch e quella di Pieter il Vecchio, e poi di Pieter il Giovane e Jan il Vecchio da cui si irradia sempre in termini emotivi e tematici il rapporto con gli altri membri della dinastia. I vari discendenti sono come astri di una costellazione. Dunque i curatori hanno improntato la mostra su un duplice registro, senza uno sviluppo strettamente cronologico, ma con abbinamenti tematici ed emotivi che dimostrano quanto studio ci sia alla base di questi progetti.

L’esposizione è resa possibile dai prestiti concessi da grandi musei internazionali (tra cui il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, il Museo Capodimonte di Napoli, il Tel Aviv Museum of Art e il Bonnefantenmuseum di Maastricht) e da un nucleo straordinario di collezionisti privati, tra cui la Galleria Caretto di Torino che ha collaborato all’organizzazione della mostra. Como sarà soltanto la prima tappa di una tournée che portera la “famiglia Brueghel” a Tel Aviv, Praga e infine a Miami.

27.03.2012
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