Strategia a tre. Allegri triplica. L’azienda storica con base a Vinci, famosa per trench e capispalla e per le prestigiose collaborazioni stilistiche, risponde alla globalizzazione e alla difficoltà dei tempi con ulteriore specializzazione.

Un articolato progetto di restyling cambia l’assetto delle collezioni, e le diversifica. Tre diverse linee, anche di pensiero, per meglio sagomare la molteplicità del contemporaneo.

Una couture esperienziale, interamente Made in Italy, disegnata da Francesco Scognamiglio, interpreta l’evoluzione del marchio e porta l’eleganza maschile al confine più estremo: è la linea 010109 a Allegri, etichetta in cifre di fascia altissima e distribuzione selettiva, con cui Allegri inaugura a Firenze l’autunno inverno 2009/10.

La stessa stagione in cui partirà il nuovo assetto: affiancano 010109 a Allegri, il classico Allegri Milano, e il più dinamico Allegri dall’etichetta viola. Ad ognuno il suo stilista, tutti italiani, in omaggio al Made in Italy.

010109 a Allegri
Sono riflessi dagli specchi, e indagano appunto il fascino dello speculare, come nuova frontiera di stile.

 

Sfidano i tempi con una deduttiva e molto costruita ambiguità, i capi per la donna siglati 010109 a Allegri, la linea couture che recupera la tradizione del marchio e la riveste di forme contemporanee. Per il prossimo inverno, quelle che traducono in estremo femminile l’eleganza del maschile.

 

Le indossa una donna Aristocratica, in quanto attenta alla sua unicità, Contemporanea, perché trasporta il suo irredentismo verso il mondo del rock, e l’immediato futuro.

 

Androgina per vocazione, ha una propensione all’estremo: indossa tute e squame di serpente, organze e maniche d’impatto, miscela grafismi e damaschi, lavorazioni inedite con tessuti che ricordano certe stanze e il loro mistero. Esibisce la sua superiorità alle regole, e va oltre. Si costruisce le proprie, forte di un solido sentiero di manualità e di vestibilità.

 

Quando opta per il classico, il trench, il giubbotto o la mantella arrivano direttamente dal mondo dell’uomo, anche se i suoi modelli, e le raffinate proporzioni, sono ogni volta più intensi. Se usa il nero, il suo è profondo e

 

sensuale, altrimenti sperimenta il metallizzato, o rivive a modo suo il verde smeraldo. Se decide di ornarsi al femminile, allora inserisce i volants nelle costruzioni o si trasforma lei stessa in una nuvola d’organza, come fosse impalpabile pelliccia. Altrimenti spiazza tutti i codici, fino alla provocazione, e converte il trench in una tuta da meccanico. Ad identificare il suo cammino sono

 

spesso i lampi d’oro, meccaniche bullonature o semplice passione per l’iperdecoro. Mentre tagli e dettagli rendono innovative, futuribili, le costruzioni bon ton, e sempre più segreta la sua eleganza. assolutamente privata.

Oltre il femminile

Custode italiano dell’impermeabile glamour, Allegri lo rinnova oltre i confini, e seduce con il nuovo bivalente.

 

Volutamente androgina, la collezione inverno 09/10 sceglie l’eleganza di lui, e la riporta letteralmente nell’armadio di lei. Ma non senza inserire nuovi materiali, tessuti inediti, il sensuale nero e dettagli gioiello. E sempre intensificando i volumi: le proporzioni sono ritoccate, si stringono giromanica, punto vita e sciancrature.

 

Il pelo sul trench è femminile – assoluto: lungo dietro e corto davanti per sottolineare i movimenti, sulle maniche e dietro le spalle per incorniciare il viso. Infine, o soprattutto, la tuta: esperimento che trasmuta il trench fino a sfiorare la provocazione, la storia del moderno, e i canoni del nuovo necessario.
Segni particolari

Panno, cachemire, mac di seta e colori classici fanno parte del suo stile, illuminato dai dettagli. Lampi d’oro come bullonatura o personale iper decoro, coccodrillo per impreziosire, collane gioiello per evocare grafismi d’arte contemporanea.

 

Incuriosisce il damascato, invenzione che rielabora il ricordo di speciali tappezzerie con una mano contemporanea: arazzo avant-gard, con il fascino del verde smeraldo.

 

Indecifrabile l’effetto del tessuto metallizzato, la cui lavorazione sembra rivestire il giubbotto di squame di serpente.
Costruzioni

Il cappotto con stecche di balena ha una struttura più determinata, e una linea più raffinata, di massima sensualità.

 

Quello girocollo trascina con sé l’eleganza bon ton verso nuovi esperimenti: la manica a prosciutto rivisita il rigonfiamento 800 con nuovi volumi, e ospita nel

 

giromanica un volant di lana. Mentre la spalla della mantella da uomo, se a pagoda, e se per lei, è ancor più teatrale.
Come nuvole

Una struttura d’organza plissettata, poi drappeggiata a mano come una tenda bouillonné: a distanza sembra una pelliccia. E’ impalpabile, invece, il doppio strato d’organza, lavorazione sovrapposta, che riportata sul classico capo femminile, gli regala l’inafferrabile consistenza di una nube, e la magia nascosta in ogni manualità couture.

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Articolo pubblicato da in data: 04.03.2009
Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2009