L’anoressia è un problema sempre piu’ diffuso, una piaga che va combattuta con tutti i mezzi a disposizione. Una malattia di cui si parla, ma forse ancora troppo poco.

Per questo alla quindicesima edizione dell’Annual Public Forum, organizzato dall’Harris Center for Education and Advocacy in Eating Disorders e presentato dal Massachusetts General Hospital, insieme alla Medical School di Harvard se ne è parlato tanto.

L’incontro si è tenuto presso la Memorial Church dell’università di Harvard e il tema dell’edizione 2012 è stato il rapporto tra salute e bellezza.

L’evento ha rappresentato un’importante occasione per creare  nuove opportunità di dialogo sui temi legati ai disordini alimentari e, in particolare, l’intervento di Franca Sozzani ha offerto numerosi spunti di riflessione sull’influenza vera o presunta esercitata dal mondo della moda su queste patologie che, come lei stessa ha ricordato, “colpiscono soprattutto le giovani donne tra i 12 e i 25 anni, ma si stanno diffondendo anche tra gli adolescenti maschi, sebbene questo fenomeno sia meno studiato con un’incidenza di 8 nuovi casi ogni anno su un campione di centomila persone”.

Forte del suo  impegno nel promuovere la lotta all’anoressia e nel valorizzare le donne “curvy” – per la prima volta protagoniste di una copertina di Vogue Italia a giugno 2011 – Franca Sozzani ha sottolineato come la magrezza sia stata elevata nel tempo a indiscusso canone estetico e, se da un lato l’industria del fashion ha senz’altro avuto la sua parte di responsabilità nell’esasperare questa tendenza, non bisogna dimenticare che anche il mercato farmaceutico e quello cosmetico hanno dato il loro contributo promuovendo diete sbilanciate, creme miracolose e pillole spesso dannose.

Non solo: oltre all’anoressia, anche l’obesità si sta affermando sempre più come piaga sociale: “Le cifre dipingono un quadro allarmante: in 177 Paesi in tutto il mondo, il 38% degli adulti sopra i 15 anni è obeso e negli Stati Uniti il 78,6% è sovrappeso.

Questi dati dovrebbero farci riflettere, soprattutto se consideriamo che due miliardi e ottocento milioni di persone su una popolazione mondiale di sei miliardi e novecentomila vivono con meno di due dollari al giorno”.

Il direttore di Vogue sottolinea come spesso venga cercato nel cibo – e soprattutto nel cibo più sbagliato – una sorta di anestetico che aiuti a tenere a distanza situazioni dolorose di ogni genere. E a questo proposito, non esita a rimarcare le responsabilità dell’industria del food nel promuovere cibi insalubri: “Quando si parla di anoressia la gente punta il dito sull’industria della moda, ma nessuno parla delle responsabilità dell’industria alimentare per quel che riguarda l’obesità . Faremo del nostro meglio nella lotta ai disordini alimentari ma la nostra battaglia sarà inutile se saremo da soli a sostenerla. Ognuno deve fare la sua parte, dai genitori agli insegnanti fino agli stessi giovani, che possono aiutare chi non ha sufficiente forza per farcela da solo”. E a proposito della sua petizione a favore della chiusura dei siti pro anoressia – che attualmente ha raggiunto le undicimila firme – ha infine affermato: “Perché siamo tanto scandalizzati dai siti pedopornografici e non facciamo assolutamente nulla contro quelli che insegnano a farsi del male e a procurarsi dolore per allontanarsi forzatamente dal cibo, fino a lasciarsi morire? Non è un crimine anche questo?

Non è anche questa una forma di abuso sui più deboli?”. Insieme a Franca Sozzani hanno partecipato a questo importante appuntamento Arianna Huffington, presidente e direttore dell’Huffington Post, la modella Doutzen Kroes e David B. Herzog, professore in Psichiatria presso la Medical School di Harvard ed esperto internazionale nei disordini alimentari, nonché direttore dell’Harris Center al Massachusetts General Hospital.

In passato, hanno partecipato personalità provenienti dal mondo della moda e dello spettacolo come Diane Von Furstenberg, Anna Wintour, Michael Kors, Natalie Portman e Geri Halliwell.

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