Partiamo da un principio. Chi lavora nella moda “non salva il mondo dalla distruzione ne da l’invasione aliena!”
Per questo non ho mai sopportato chi fa questo lavoro prendendosi troppo seriamente e non col sorriso sulle labbra.
La moda dovrebbe essere colore. Gioia. Voglia di trasmettere positività. Così come in piccolo, un modo per far sognare le persone. Come il cinema, l’arte.. la poesia.
Ho conosciuto Antonio e Roberta Murr quando lavoravo per un ufficio stampa, in centro a Milano. Mi hanno telefonato e qualche ora dopo erano alla porta dello studio.
Ora.. una cosa ve l’assicuro, non avevo la più pallida idea di chi avessi di fronte. Non li conoscevo.. e la cosa non mi interessava affatto.
Lavoro nella moda. Vivo nella moda. A mio modo amo questo mondo, ma non muoio certo per esso.
Così, quando mi si presentarono davanti, l’unica cosa che certo non potevo avere erano preconcetti. Non mi stavano ne simpatici ne antipatici, non avevo pregiudizi, ne li amavo. Semplicemente non li conoscevo.
– Bene, Si è trattato semplicemente di amore a prima vista! –
Un amore che solo due persone che si amano e stanno insieme da tanti anni condividendo tutto, compreso un bellissimo bimbo di nome Mario (copia perfetta del papà, ma in formato mignon) sanno trasmettere.
Ora se io dovessi descrivervi queste due persone con una parola, questa sarebbe la più bella che sia mai stata coniata: “Passione”
Ed è questa la cosa che viene fuori sentendoli parlare o guardandoli negli occhi. La passione che hanno per la vita e che mettono nel loro lavoro. Da Milano, passando per Los Angeles..e ritorno.
Anche oggi che li ho qui di fronte a me, al tavolino di un bar..con lo stesso sorriso della prima volta che ci siamo conosciuti, a pochi giorni dal termine delle registrazioni per la quarta serie di “Buccia di Banana”, pronti a rispondere a qualche domanda e parlarci un pò di loro.

– Roberta, Antonio partiamo con una domanda molto semplice ma alla base del vostro lavoro. In base a cosa scegliete il look per la persona che avete di fronte?
“Parlando, parlando e ancora parlando con lei! E’ fondamentale capire la persona e la sua personalità. Cerchiamo di capire sempre chi abbiamo di fronte. Coglierne ogni sfumatura, per poi capire dove andare a lavorare. Ogni persona è unica.”

Fashion consultant, direttori creativi, stylist , personal shoppers, consulenti di immagine e stile.. e’ difficile definire il loro ruolo oggi, dopo 23 anni di esperienza nella moda. Con la stessa gioia e l’amore di sempre. Anche quando, qualche anno fa presero un piccolissimo Mario e si trasferirono tutti e tre in America, per andare a lavorare a Los Angeles (città che tutt’ora amano e a cui sono molto legati).
Antonio e Roberta Murr vengono considerati negli anni un’unica entità tanto da diventare un “marchio”. Identificati ormai sotto un unico nome: I MURR

– Ragazzi, per ritrovare la sicurezza in se’ stessi bisogna per forza osare oppure anche nel “classico” secondo voi si riesce a cambiare punto di vista?
“E’ la personalita’ che conta a prescindere dallo stile. Sempre! Lo stile si adatta ed incastra alla personalita’ che ogni persona ha.”

– Cosa frena, secondo voi, la donna di oggi a sperimentare e a non valorizzarsi come dovrebbe?
“Probabilmente i diktat di bellezza imposti dai media e da questa societa’ dove solo IL MAGRO A TUTTI I COSTI E’ BELLO” – “Le persone devono valorizzarsi per quello che sono – prosegue Roberta – non importa se hanno qualche chiletto in più o non sono perfette. Bisogna saper sfruttare le nostre piccole imperfezioni a nostro favore. Ed è questo quello che cerchiamo di far capire e trasmettere alle persone. Saper trovare un proprio percorso, un look che valorizzi nel modo giusto la personalità e le forme che abbiamo! Siamo tutti diversi. Non è detto che quello che vediamo su una rivista e che ci consigliano sia adatto a noi o al nostro fisico”
“Ma tutti abbiamo il diritto di sentirci belli e di stare bene con noi stessi” – aggiunge Antonio.

– Qual’e’ il caso che vi ha appassionato di piu’ nel vostro percorso di consulenti di immagine? E perchè?
“Probabilmente il caso di una nostra cliente privata, e della quale abbiamo parlato anche nel nostro blog (http://www.imurr.it/2011/10/14/e-bello-vedere-una-donna-ri-sbocciare/). Ma in generale, è quello che scatta negli occhi di tutte le persone che abbiamo conosciuto nel corso degli anni, tra il “prima” e il “dopo”. La luce che si accende in loro! E che noi avvertiamo. Il cambiamento, prima di tutto interiore. Nulla ci dà più gioia e soddisfazione.” – e qui sono loro ad illuminarsi. Non si contano più ormai le centinaia di messaggi e mail di ringraziamento che la coppia riceve ogni giorno. Vere e proprie manifestazioni d’affetto da donne e uomini di ogni età che spesso nemmeno li hanno mai conosciuti di persona, ma che semplicemente attraverso uno schermo hanno avuto la possibilità di conoscerne ed apprezzarne il lavoro, la sensibilità o forse più semplicemente il calore umano che riescono a trasmettere. Persone che si sentono capite. Apprezzate per quello che sono. Che ritrovano la fiducia in se stesse e il sorriso. Nonostante magari qualche chilo in più, o storie di percorsi personali difficili..passati attraverso malattie terribili, come bulimia o anoressia. Soprattutto da un punto di vista psichico, interno, non solo fisico. È l’empatia che si crea tra i Murr e queste persone a colpirmi di più. Quello che si instaura tra loro. E che un semplice cambio radicale di look non può descrivere o andare a creare. Loro vedono la persona, prima di tutto, non il vestito che questa indossa. E la gente questo lo avverte.

Poche settimane dopo questa intervista e il mio incontro coi Murr, casualmente ho modo di parlare con una giornalista di una importante redazione moda, che mi racconta di aver assistito con un certo imbarazzo a uno scambio di baci e tenerezze della coppia durante la presentazione della nuova collezione di un noto brand.
Nell’espormi l’accaduto era letteralmente “Sconcertata e senza parole”
Sorrido…  Il mondo non cambierà mai, penso. E questa gente continuerà a non salvarci dall’imminente invasione aliena. Ma finchè i ragazzi che si amano continueranno a baciarsi in piedi – come scriveva Prévert – …c’è speranza.
Johnny Utah

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