Lardini porta a Pitti Uomo importanti novità, dallo smoking informale al gilet come alternativa alla maglia, il tutto caratterizzato dall’imperfezione del “fatto a mano” che trasmette stile e classe.

La collezione per l’estate 2013 del brand scommette sui tessuti ( realizzati con antichi telai a mando per un voluto “malfatto”) e sulle linee dove i disegni si raggiungono attraverso segni grafici incompiuti.

Il risultato? Una collezione  che vive con il corpo e si adatta in maniera naturale a chi li indossa, trasmettendo un concetto nuovo di eleganza che nasce dall’imperfezione.

Morbida, decostruita, ma di taglio sartoriale, la giacca è il risultato di un incontro tra tecniche tradizionali e moderne tecnologie applicate al processo produttivo; le trame prendono ispirazione da storici archivi per essere sottoposte a sofisticati finissaggi innovativi; e il mix dei filati creano il tessuto ideale per i nuovi capospalla sempre più leggeri. Così la seta naturale tussah si mischia con il lino, i cotoni egiziani si intrecciano con le preziose lane inglesi, il mohair può legare con entrambi, alla ricerca di luminosità che parte dal tessuto.

Tante le proposte di gilet interpretato in vari modelli – monopetto tasche a filo o a 3 tasche a toppa, doppiopetto anche punte a lancia – da indossare non solo nelle occasioni formali, ma anche nel tempo libero come alternativa alla maglia.

E il Giro Inglese realizzato a telaio è protagonista nella camicie, rese  esclusive da un fiore Lardini ricamato sotto il collo su una base di tessuto Oxford.

I colori, soft nelle tinte unite, spaziano dai coloniali sino ad arrivare alle varie tonalità dei blu; mentre nelle fantasie/madras si fanno più decisi ed accesi, in particolare nelle filettature dei check.

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