I poster e le grafiche di Fiorucci saranno in mostra fino al 24 febbraio 2013 a Milano nel Triennale Design Museum, la location che raccoglie una speciale selezione di opere dedicate alla grafica italiana.

Un patrimonio storico quello di Fiorucci, fatto di scatti pubblicitari, poster e frammenti di display che rievocano l’immaginario di un nuovo orizzonte della  moda. Ma non solo.

Imprenditore e stilista, il genio di Fiorucci ha avuto anche il ruolo di rivoluzionario nella concezione e nella comunicazione di prodotto, creando un insieme eterogeneo di immagini ricche di ironia e in parte nostalgiche provenienti dalla cultura pop in cui si è inserito.

Così come all’interno del suo negozio gli abiti, gli oggetti, le stesse luci, le musiche e i profumi si fondono costruendo attorno all’osservatore una sorta di psichedelica atmosfera, anche le immagini tratteggiate, scattate da grandi artisti dell’arte contemporanea contribuiscono a creare un mondo a parte, non per questo rigido, ma anzi, dai tratti soft ed etereo.

In questo filone si inseriscono i manifesti di Augusto Vignali con i prototipi di coloratissimi aeroplani per la linea Fioruccino o le sue cartoline augurali con mosaici di figure anni ‘50.

Ispirazione d’oltreoceano per Turchet che propone nelle sue fanzine scenari tipici americani in bianco e nero o a tinte shock per soggetti molto diversi fra loro, come uno skyline di Chicago, o un gruppo di surfisti dai tratti vintage.

Minimo comune denominatore la volontà di creare un caleidoscopio di immagini esterofile e attrattive che si fondessero perfettamente con i nuovi concetti di acquisto.

Così anche gli angioletti vittoriani si vestono di oggetti, texture, e loghi di decontestualizzazione.

Ricordiamo anche a questo proposito il lavoro in parte dissacratorio del grande Oliviero Toscani, icona della fotografia pop. Tema caro all’artista l’accostamento delle razze e il nudo, che con Fiorucci diventa espressione di una moda shock sbarcata dall’America agli inizi degli anni ’80.

Proposta volutamente provocatoria e provocante del 1974 che mette in evidenza due donne in antitesi di razza e colori fasciate in pantaloni di pelle dai riflessi luminosi.

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