Ha chiuso ieri Sì Sposaitalia Collezioni. Un bilancio piu’ che positivo con 6600 buyer (+2%) rispetto all’edizione 2011.
I visitatori esteri di questa edizione sono il 28%  del totale e  in particolare provenienti dalla Francia con un +20%, Hong Kong +5% e a grandissima sorpresa la Spagna che ha fatto registrare un +21%, dati che dimostrano che in questo settore la qualità fa la differenza.

Infatti il bilancio finale di manifestazione connota Sì Sposaitalia Collezioni come luogo e tempo perfetto scelto dai buyer, italiani e stranieri, che puntano ad un prodotto alto e medio alto. Una manifestazione che con gli anni ha conquistato una leadership indiscussa.
Un’altra nota interessante è legata alla risposta più che positiva del Medio Oriente così come i Pesi dell’Est Europa che anch’essi registrano un numero a doppia cifra; buono il rientro degli Stati Uniti, così come la tenuta del Nord Europa mentre Australia e Brasile, che lo scorso anno avevano performato molto positivamente, in questa edizione sono risultati stabili, invece la Grecia ha subito una forte flessione.
“Siamo particolarmente soddisfatti di questi risultati e del clima positivo che si respirava in manifestazione – dichiara Marco Serioli, direttore Exhibitions di Fiera Milano. “I buyer erano realmente motivati all’acquisto e hanno trovato il prodotto di loro interesse. Una ventata di ottimismo che, in un momento così delicato dell’economia, ci lascia intravedere segnali di ripresa del settore”.

154 le collezioni in mostra fra moda sposa, men’s wear e accessori, circa 8000 i modelli fra abiti per lei e per lui in esposizione, dalle linee più minimal alle più elaborate, ma frutto di ricerca continua degli stilisti; 29 linee moda in primo piano sulla passerella della sala sfilate ad animare il fashion show: quattro intensi giorni di lavoro all’insegna dello stile, del gusto, e all’artigianalità.

Se da una parte gli italiani cercano nel salone le linee di tendenze di questa specifica nicchia di mercato, con la possibilità di trovare, in esclusiva, anche le idee dei designer stranieri;  dall’altra, gli esteri visitano la manifestazione alla ricerca del marchio “made in Italy”, riconosciuto oltre confine come garanzia di qualità e sinonimo di raffinatezza e classe; in molti paesi stranieri, gli abiti per il giorno delle nozze sono addirittura tre e la sposa, a detta dei buyer, è disposta a spendere fino a 10mila euro per acquistarne uno “tutto italiano”.

Infine anche i distretti specializzati di Puglia, Sicilia e Calabria, bacini produttivi d’eccelenza del settore bridal a livello nazionale, hanno scelto ancora una volta Sì Sposaitalia Collezioni come vetrina privilegiata delle loro produzioni in Italia e all’estero amate appunto per quel sapore del “saper fare” che si coniuga perfettamente con l’innovazione.

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