Ha aperto il 5 luglio 2012 la mostra The Small Utopia Ars Multiplicata a Cà Corner della Regina, sede veneziana di Fondazione Prada, alla presenza di Miuccia Prada, Patrizio Bertelli, il Direttore della Fondazione Prada Germano Celant e il Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni.

Il titolo stesso fa riferimento al desiderio, nato all’inizio del Novecento e proseguito fino agli anni Settanta, di ampliare la diffusione dell’arte nella società, attraverso la moltiplicazione dell’oggetto, sperimentandone le inedite fruizioni estetiche e sociali.

Al piano terreno e nel primo ammezzato, il percorso espositivo si addentra nei diversi linguaggi in cui si dissolvono i confini dell’opera, dai libri d’artista alle riviste, dal cinema sperimentale alla radio.

Questi territori specifici si articolano in varie sezioni suddivise per sale: tre dedicate ai libri e alle riviste; una relativa alla storia del cinema sperimentale; una alle incursioni nei campi della performance vocale, del suono registrato e della radio; una interamente dedicata ai dischi d’artista a partire tra gli anni Cinquanta e Settanta.

Il corpo centrale della mostra, allestito nel piano nobile e nel secondo piano ammezzato, ripercorre con oltre seicento tra oggetti di design, ceramiche, vetri, tessuti, giocattoli, edizioni di originali e di multipli d’artista, la trasformazione dell’idea dell’unicità nell’arte, e la sua percezione.

Un’avventura contrassegnata all’affermarsi di nuove realtà tecnologiche a cui hanno partecipato tutti i principali movimenti e scuole, dal Futurismo italiano al Costruttivismo russo e al Bauhaus, dal Neoplasticismo al Surrealismo, per approdare, attraverso le pratiche dei Nouveaux Réalistes e della Optical Art, alla grande esplosione di ars multiplicata indotta dalla Pop Art, promotrice di un vero “supermarket” dell’oggetto artistico.

Considerata la complessa articolazione di “The Small Utopia”, la sua ampiezza temporale e la vastità tematica affrontata, la Fondazione Prada ha affidato l’approfondimento di alcuni territori specifici alla preziosa collaborazione di musei internazionali e esperti curatori specialisti, come già avvenuto a Ca’ Corner nel 2011.

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