Il Golf Club Lanzo spegne le prime 50 candeline: 16 luglio 2012, cinquant’anni di emozioni, di svago e di fair play. Cinquant’anni di sfide e di nuovi talenti, a partire dalla realizzazione del Circolo, voluto da Emilio Astesani, Giacomo Chiodi, Luciana dall’Orto, Mario Milla e Guido Monti.

Ma loro furono solo i pionieri di quell’epoca che diedero vita al progetto, a cui ha dato poi forma l’architetto Donald Harradine, la mente, l’artista che ha progettato e seguito la realizzazione del percorso. E quindi i presidenti che si sono succeduti: Emilio Astesani, la moglie Alda, Pietro Guarisco, Giovanni Porta, l’ultimo in ordine cronologico, la memoria storica, da oltre quindici anni alla guida del Circolo che oggi conta 280 soci.
Emilio Bianchi l’innovativo maestro di golf che ha inserito i corsi per i ragazzi. Ed oggi ci sono anche loro, i baby campioni come Teodoro Soldati che, a tredici anni, ha già conquistato due titoli italiani under 12, una serie di successi inanellati nel giro di due anni, ovvero da quando ha iniziato a giocare sul serio. E la quattordicenne Cristina Parietti per la quale il golf sta diventando qualcosa di più che un passatempo di famiglia. Cristina ha vinto il Campionato regionale under 14.

Per i suoi cinquant’anni tanti gli appuntamenti. Per tutta la settimana dell’anniversario, una serie di gare con professionisti di calibro nazionale e, proprio oggi, la presentazione del volume alla stampa. Un’opera, curata da Monica Molteni, a tiratura limitata, che immortala la storia del Club, gli avvenimenti e le storie che hanno fatto crescere il Circolo. Con “Un drive lungo 50 anni” – Storie e ricordi di un Club  e di una Valle, si parla di tutto quell’universo che ha ruotato intorno a Lanzo in questi anni, una raccolta di pure emozioni dette e sentite dai soci e per i soci che verranno, per tutti coloro che hanno vissuto in prima persona la storia del Circolo e per quelli che raccolgono pezzi di storia.

Nelle pagine del libro le curiosità e le leggende metropolitane. La Buca 7, ad esempio, quella della volpe. Tempo fa infatti una volpe fece la sua tana sotto un masso accanto al tee di partenza.  I cuccioli divennero l’attrazione del campo per la stagione.  E poi la 8, “La buca del masso”, caratterizzata da un masso erratico simbolo del patrimonio naturale del territorio. Il masso erratico che si erge al centro – destra del fairway e crea difficoltà a piazzare il driver di partenza. E, ancora, la buca 9, una rarità: il Golf di Lanzo è uno dei pochi ad avere il campo pratica in gioco, in questa buca, infatti, esso non costituisce il fuori limite.

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