Il Festival della Commedia Antica prosegue il suo percorso nell’area archeologica. Il grande successo del Festival sta portando un incremento considerevole di visitatori in una delle aree archeologiche più belle d’Italia e quest’anno le aspettative sono in ascesa sui visitatori che continuano ad arrivare anche da ogni parte d’Italia.

Questa sera va in scena il LABORATORIO TEATRO (IN)STABILE I PERSIANI DI TUTTE LE GUERRE, un filo spinato di parole sulla guerra, il nemico e la nostra fine quotidiana.

Atto unico di Michele Collina. Testi e suggestioni da Eschilo, Sofocle, Euripi- de, Giovanni Evangelista, Fëdor M. Dostoevskij, Corrado Govoni, Giuseppe Ungaretti, Beppe Fenoglio, Cesare Pavese, Giovanni Lindo Ferretti.

Troppo spesso ci sembra che questo mondo, prima ancora che il pane, domandi un conflitto, cerchi qualcuno da combattere quasi per trovare, nella sopraffazione sull’altro, la certificazione al proprio esistere. “Quali che siano i conflitti che angosciano la mente di una determinata epoca, sfido lo spettatore cui scene violente abbiano trasmesso il loro sangue, che abbia sentito in sé il passaggio di un’azione superiore, che abbia visto nel bagliore di vicende straordinarie i movimenti straordinari ed essenziali del proprio pensiero – la violenza e il sangue posti al servizio della violenza del pensiero -, lo sfido ad abbandonarsi, dopo, a idee di guerra, di sommossa, e di sfrenati assassinii.” Avrebbe potuto dirlo Eschilo, magari lo avrà pensato, ma sono parole di Antonin Artaud.

Eppure le guerre continuano, e se non contro l’altro, contro se stessi, mentre in scena, e sul campo di battaglia, restano solo cadaveri. La nostra idea è esorcizzare la violenza reale attraverso la violenza teatrale.

Prima degli spettacoli nell’area archeologica, il direttore Paola Desantis conduce una visita guidata gratuita al museo e agli scavi (ore 18.30).

Categorie: Costume e società.

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