Debora Sinibaldi porta un passo oltre il suo percorso di ricerca. Nessuna forzatura strutturale, come sempre.
Sagome libere, il punto vita come unico elemento “fermo”, tessuti che danzano e si sovrappongono a suggerire scioltezza, un lussuoso comfort, un sapore tattile.

Spatolate nette come tratti di carboncino, figure scure e scorci monumentali si aprono sulle organze di seta doppiata. Ne escono gonne-quadro dal nitore poetico, lievi, delicate.

Gonne e abiti dipinti come quadri, su cui sbocciano grandi petali, pennellate vivide di verdi boschivi, gialli, rossi, aranci su  sfondi come macchie rosate dell’armatura crema del tessuto di base.

Questa, è la vera rivoluzione: niente è stampato, tutto è dipinto a mano.
 A siglare il bisogno di unicità dell’individuo, espresso attraverso il linguaggio universale e immediatamente leggibile  della moda.
L’abito si trasforma in supporto artistico e non nasconde l’anima di chi lo indossa.
La donna di Debora è unica. E’ solo Lei.

L’apporto della manualità dà valore, peso, in ogni capo della collezione.
La burette di seta viene tagliata e tricottata per dare vita a maglie-abito.
Importante  il cappottino costruito con filati semifiniti, cromaticamente imperfetti e tessuto a mano con dipinti di nodi ingigantiti.

Leggiadra, nelle maglie sottili fermate al collo da grossi torchon, nei trapezi di georgette verde vivo con ventaglietti di origami a bordo orlo, nei volants di organza sovrastampata, la donna di Debora esprime anche le sue ombre.

Si avvolge nelle bluse di pelle laserata ad aprire persiane in movimento, calandosi sugli occhi cappelli con applicati pezzi di lenti polarizzate, presentandosi in  abiti di shantung stampa olio con una massiccia zippatura dorata a guisa di chiusura decoro.

Tubature di pelle dal diametro importante, lavorate ai ferri si intrecciano in borse, gioielli, cappelli, diventando il sostegno o le decorazioni di lunghissimi abiti neri con cuciture concentriche a formare bassorilievi tondeggianti ton sur ton.  Abiti da sera, ma con la tasca nascosta sotto la garza e la seta per mantenere un’attitudine sciolta e informale.

Alcuni capi della collezione, alcuni abiti da sera, sono stati confezionati dalla Cooperativa Alice Donne di San Vittore. 

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Articolo pubblicato da in data: 27.09.2007
Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2007