Per l’estate 2008 Manuela Arcari disegna una eleganza contemporanea, costruita con forme che scolpiscono nuove proporzioni:  silouhette lunghe e smilze che, come corolle, si dischiudono nella parte alta del busto. I colli ampi e morbidi, motivo dominante della collezione, lasciano sbocciare il volto, regalando un’ allure aristocratica.
I volumi fluidi accompagnano la figura, disegnandola con pinces e tagli sbiechi, senza mai costringerla. Il sapore di couture è smussato da un tocco maschile, una costante del repertorio della stilista, alleggerito nei pesi e semplificato nella costruzione. Manuela Arcari rivela, ancora una volta, la sapienza di dare struttura con pochi tratti: una piega, uno sbieco, un’increspatura, senza  fasciare, senza aggiustare, lasciando che i volumi scivolino liquidi sul corpo. La sua è una moda che respira, lieve e discreta, che sussurra e non grida.
Le stampe, tutte esclusive, paiono dipinte ad acquerello sulla carta Washi (quella giapponese fatta a mano, morbida e un po’ umida). I colori sobri, il calce, il grigio, il blù notte, le tramature maschili in bianco e nero, paiono rubate alle atmosfere del “Libro d’ombra” di Junihiro Tanizachi. Il blù virato al violetto, quasi abbacinante, il verde e  il corallo regalano sprazzi di luce.
Le lunghezze scendono anche sotto il ginocchio. Molti i pantaloni nitidi, quasi severi, addolciti dalle casacche morbide. Molto cotone con organza ben sostenuto per dare corpo alle linee semplificate. Il jersey è pesante e strutturato per tratteggiare silouhette sottili e allungate. Le scarpe chiuse, maschili  smorzano le citazioni all’eleganza d’antan, dando un piglio decisamente moderno all’insieme della collezione. 

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Articolo pubblicato da in data: 28.09.2007
Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2007