Neo-primitivo purismo: libero, astratto.
La natura esotica è musa, come ad introdurre ad una delfica unicità, cromatica e morfologica.
La palette, squisitamente equatoriale, seduce per le neutre nuances primarie sabbiose, desertiche e vulcaniche (beige avana e grigio melange), il bianco luminoso della madreperla, a cui accosta i vibranti toni di blu e arancio del fiore dell’heliconia.
Come sculture di Modigliani, le silhouettes riflettono influenze indigene, estendendosi: da alti collari in tubolari di seta e micropieghe tie&dye con preziosi filari di pailettes, verticalmente disposte, doppiate di organza e attorcigliate a sezioni di gemme d’agata, si drappeggiano abiti di linea morbida; tuniche a piccola spalla scesa hanno morbide pieghe e si racchiudono al ginocchio, in fluide mischie di viscosa-lana sovratinta, in corpose doppie georgettes di seta di intensi colori.
La figura è solida e scultorea.
Le vesti in chiffon ombrè sono plissettate a corteccia e attorcigliate a imitare le irregolari e progressive increspature che l’erosione del vento produce sulle rocce; la stampa a bande concentriche e sgranate, su bluse di organza leggera e sinuose vesti, ricrea le striature multicolore dei quarzi di calcedonia.
Come scaglie di minerali, lamelle di nappa, sagomate irregolarmente, generano vortici di rose del deserto su abiti di crepe de chine sfumato o cappottini leggerissimi con piccole spalle a kimono.
Suggerisce la suggestione di una parete rocciosa, che reca vestigia di passaggi umani primitivi, illuminata d’improvviso da un raggio di luce, la stampa etnica, che si contamina dall’arte contemporanea del newyorkese Phil Frost, combinando la linearità pura di forme organiche con arcaiche reminiscenze di manufatti tribali.
Piccoli coats in nappa ultra-light mahogany, stretti in vita da cinture oversize in maxitubolari di pelle, si prestano come urban walls per graffiti dipinti a mano.
COsi anche le grandi borse-sacca trattenute da manici in sfere di legno dipinte a mano con madreperla incastonata, che ora diventano lunghe collane indossate a sbieco.
Le calzature, costruite su platforms in listelli policromici di legno assemblati artigianalmente, e su tacchi conici con la medesima lavorazione, avvolgono il piede con fasce drappeggiate che si allungano attorno alla caviglia; come anche i sandali bianchi che recano incastonata la pietra d’agata blu, già nella mitologia, simbolo della femminilità.

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Articolo pubblicato da in data: 29.09.2007
Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2007