Sulla passerella di Fausto Sarli per la Primavera – Estate 2008 va in scena il “glamour inarrivabile del Tardo Gotico” che costituisce la prima fase del Rinascimento, il momento di maggior splendore della cultura italiana.

La donna Sarli rispecchia la forte personalità di una delle principesse più belle e più colte dell’epoca: Beatrice d’Este.
La silhouette è slanciata, verticale, elegante, senza eccessi, rispecchiando così quella ricerca dell’armonia e dell’equilibrio proprie della maison.

Per la mattina i tailleurs, in tessuti “grezzi” come il lino e la canapa, pensati quasi per un “divertissement en plein-air” hanno il punto vita spostato leggermente in alto, e si svasano come le “giornee” quattrocentesche; inoltre presentano maniche importanti la cui forma a strascico più o meno lungo (interessante lo smoking nero) ricorda le preziose maniche delle “pellande” indossate dalle principesse protagoniste dei dipinti di Pisanello.
I revers si ripiegano come fiocchi. Le morbide cappe profilate da ricami metallici sono una rivisitazione del mantello della “Santa Lucia” di Francesco del Cossa.

Gli chiffon impalpabili si drappeggiano finemente su abiti e camice, attorcigliandosi su se stessi in modo da creare le graziose maniche a “torchon” che rendono uniche le mises da cocktail.
Il viola dell’ametista si scambia con il verde della malachite, il corniola con l’azzurro del topazio creando così un gioco di sfumature come in uno scrigno di pietre preziose.

Per la sera, lo sbieco è la tecnica perseguita per creare abiti da un’aggraziata linea a slancio che fasciano ed affusolano la silhouette.
I lucenti satin si alternano ai corposi cady; l’oro, rubato dai fondali dei dipinti di Gentile da Fabriano, impreziosisce le mises sotto forma di ricami e si alterna al total black ingentilito da pizzi delicati, i cui disegni richiamano alla mente le vetrate gotiche.

Le spose, con il loro abbagliante candore, sono degne dei migliori “trionfi rinascimentali”.
Gli abiti dalla sinuosa linea a sirena si arricchiscono di strascichi importanti, che sono un tripudio di mille volants in tulle o di fiocchi di chiffon organzato.
I décolletés si aprono a corolla lasciando allo sguardo altrui le pudiche spalle delle dame.
I ricami, cascate di perle, intrecci di fiori, nastrini preziosi sono una citazione del dono nuziale di Ludovico il Moro per Beatrice d’Este: una ghirlanda di perle e fiori con pendenti di diamanti.

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Articolo pubblicato da in data: 27.01.2008
Ultimo aggiornamento: 27 gennaio 2008