Già si accendono i lumi, costellando Via Zabaglia, Via Franklin, l’intero Testaccio, disadorno tra il suo grande lurido monte, i lungoteveri, il nero fondale, oltre il fiume, che Monteverde ammassa o sfuma invisibile sul cielo.
…… Ma io, con il cuore cosciente di chi soltanto nella storia ha vita, potrò mai più con pura passione operare, se so che la nostra storia è finita.
Pier Paolo Pasolini da “Le ceneri di Gramsci”
 
VERSI DI STOFFA….Versi magici, strazianti, grida sensuali si uniscono in un amplesso couture con gli abiti della collezione Primavera-Estate 2008 di Susanna Liso designer della griffe Le Tartarughe.
Gli anni tra il ’60 ed il ’70 furono un periodo fervido della vita culturale italiana, Roma, in particolare, diventò scenario ed interprete di questo animato periodo storico e non soltanto per la ribalta di mondanità che offrì ai protagonisti di una nuova atmosfera, ma per la vitalità con la quale accolse e promosse nuove tendenze pittoriche e cinematografiche, vivacissimi convivi letterari, trasformazioni della moda e del costume.
La collezione di Susanna Liso è un omaggio a Roma, alla poesia e ai poeti di quegli anni.
Una rivisitazione intimista e profonda, una lettura del passato che rievoca i pensieri e le voci di Penna, Pasolini, Moravia, le atmosfere e gli ideali, gli slanci e le contraddizioni di un periodo e di una città all’avanguardia in grado di condizionare anni e contesti futuri.
Ogni abito racchiude e racconta una poesia, uno scritto, un pensiero, una cultura.
Le pagine di carta sottratte a libri destinati al macero rinascono nelle trame dei tessuti. Si incontrano, si uniscono, si abbracciano e diventano abiti di rara eleganza. Una nuova vita per quelle parole scritte. Un’eleganza nuova, ritrovata, colta e raffinata.
Ecco l’abito biblioteca: un grande caftano in seta bianca con  tasche-decor che contengono libri. Da leggere, da sfiorare, da amare. Lo si indossa, come una novella Virginia Woolf, sopra i pantaloni dal taglio maschile in lino-cotone e la camicia in seta bianca con gilet trompe-oeil.
Ma anche leggeri soprabiti  in seta metallica bleu e nera, reversibili, che celano lunghi abiti in taffettà e crepe di seta. La colta eleganza della Liso ci narra della doppia anima di una giacca che a volte diventa camicia “alternative chic”. Di faille in seta e lino bianco ed ecrù con ricami neri. Evocano le atmosfere dei romanzi di Alberto Moravia. La maglieria è coloratissima in lino-viscosa e cotone. Gioca con le righe e gli inserti di tessuti vintage  che ricordano la folle “tappezzeria” anni ’70. Petit robe con profondi decolletè. Inno alla sensualità. Realizzati in voile di seta, cotone e in maglia di seta. Abiti dalle forme geometriche realizzati con sete crude coloratissime. Esplosione di gioia. Rossi – neri, con inserti geometrici applicati nei vari colori: viola, verde, arancio.
Le calzature sono vintage. Oggetti di culto da guardare, da indossare, da reinterpretare.
Come un divertissement, alla maniera di Susanna Liso.

Parterre:
Lorena Bianchetti,
Marta Flavi,
Lucrezia Lante della Rovere,
Marina Ripa di Meana,
Francesca Reggiani,
Sabrina Impacciatore,
Isabella Santacroce,
Serena Dandini,
Rossella Brescia,
Valentina Pace,
Giada Desideri.

Gli scrittori:
Isabella Santacroce,
Melissa P.,
Alessandra Amitrano,
Luca Buoncristiano,
Massimo Carlini,
Chiara Palazzolo,
Carlo Corlianò.

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Articolo pubblicato da in data: 28.01.2008
Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2008