Il vino italiano viene celebrato ai massimi livelii sulle pagine del prestigioso Financial Times grazie a Jancis Robinson.

La giornalista dopo essere rimasta completamente conquistata dall’armonia unica di San Leonardo ha voluto trasmettere la sorprendente identità del grande vino italiano attraverso la prestigiosa rivista.

San Leonardo si prepara alla sua vendemmia e lo fa attraverso le nuove tecnologie che non dimenticano l’antico sapere.

La tenuta vanta una storia unica, che affonda le sue radici nel lontano 1724 ed oggi è di proprietà del diretto discendente il Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga.

Situata in Vallagarina, estremo sud del Trentino vanta 300 ettari di cui 25 destinati a vigneto: vi sfilano Cabernet Sauvignon, Carmenère, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot.

Dai vigneti della proprietà provengono tre vini rossi: il San Leonardo, il Villa Gresti, il Terre di San Leonardo. Vino bandiera della proprietà è il San Leonardo, taglio bordolese che si distingue per eleganza ed equilibrio; Merlot nella quasi totalità è il vellutato Villa Gresti, mentre al Terre di San Leonardo sono destinate uve di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc.
Completa la gamma un vino bianco, Vette di San Leonardo, Sauvignon Blanc in purezza.

Oggi, alla vigilia della sua trentunesima vendemmia il San Leonardo dei Marchesi Guerrieri Gonzaga ha un nuovo ammiratore e non di piccolo profilo: Jancis Robinson.

La giornalista inglese, uno dei grandi esperti della critica enologica a livello mondiale, di fronte ad una verticale completa del San Leonardo – dal 1982 al 2006 – ha avuto parole di autentica ammirazione, pubbl icate in agosto sul suo sito jancisrobinson.com e poi sul Financial Times del 1 settembre. “Mi è difficile pensare ad un altro vino in qualsiasi parte del mondo che al pari del San Leonardo sia cambiato così poco negli ultimi trent’anni.

Addirittura verticali a partire dal 1982 di premier cru bordolesi tendono a lasciare intravedere l’influenza di approcci diversi nel produrre vino e il desiderio di seguire le mode. Ma il San Leonardo sembra aver superato indenne questa fase e dall’inizio della sua vita, che cominciò con un’annata di prova nel 1982, è rimasto miracolosamente immune da voglie di cambiamenti.”

Ma evidentemente non si tratta solo di fedeltà al proprio stile, ciò che ha più colpito la Robinson è la grande eleganza del vino, che le fa dire: “Sono vini con un bouquet complesso, che mostrano il tipo di armonia che uno desidererebbe avessero tutti i grandi cru bordolesi”.

Un’armonia che si traduce in punteggi da favola, ad iniziare dai 18/20 assegnati al San Leonardo 2006 attualmente in commercio.

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