Se la moda è arte, è il “ sacro fuoco” che arde nella collezione a/i 08-09 di Gianni Calignano . Donne dall’allure ammaliante incedono puntando il bersaglio: la preda maschile. Il Bolero di Ravel, che già sedusse Bejart e la sua etoile Luciana Savignano, brucia silente nell’oro e nei grigi di abiti lunghi, di plastico chiffon, leziosi, dalla vita alta e dai volumi ampi: scie di suspance, quiete apparente. Un’aura, quasi immota, non ancora dionisiaca, aleggia fra i corpi di composte “menadi contemporanee”, strizzati da bustiers grondanti di Swarovski, su gonne di organza melange, dalle ruote plissè. L’iniziale staticità delle note andaluse incalza, irrompe in un fragore atteso. E’ la trasfigurazione della seduzione. Il sublime volge al carnale e prende forma in abitini longuette dalle tinte accese di tessuti floreali, rivisitati in chiave “winterly”. Lampi di “jais” illuminano le trasparenze “hard” del “black long dress”, palpitante di una femminilità appena lambita, andante sugli alti “plateaux” dei sandali “red”. Seducenti “broderies” su “chiffon noir” evidenziano brividi fugaci rincorrersi lungo schiene filiformi. Policromia sanguigna e gonne “piumate” si eccitano vicendevolmente. Duemila fra rubini, diamanti, smeraldi, composti in colliers dall’orafo Federico Primiceri, cingono colli esili, svelando segreti inconfessabili. Le nouances del rosso e del fucsia incendiano voluttuosi kimono dalle spalle arrotondate. Il crescendo gaudente di cromie, ritmo, virtuosismi stilistici e sartoriali, traduce l’emozione in piena di donne appassionate.

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Articolo pubblicato da in data: 30.01.2008
Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2008