Per il prossimo inverno Bottega Veneta continua ad affusolare la vestibilità dei capi distillando materiali, colori, costruzioni e funzionalità fino all’essenza.

Creazione e destrutturazione intervengono in eguale misura in un processo stilistico che svela una collezione concisa, caratterizzata da capi privi di troppi ornamenti, che, attraverso un ponderato riserbo, sottolineano l’individualità della donna che li indossa.

La palette si pregia dei blu e dei viola scuri del cielo notturno, del grigio lunare e del nero profondo, dei marroni bronzei e dei rosa crepuscolari.

La silhouette è ben definita. La linea allungata è ulteriormente enfatizzata dal fatto che ogni outfit ha un’unica superficie e un unico colore.

Il dettaglio in superficie è minimale, l’attenzione è rivolta interamente alla fluidità del tessuto.

Predominano tre tipi di materiali: tessuti leggeri e fluidi come il gabardine di seta che ricade sul corpo, prendendo forma solo tramite il movimento ed il contatto con la pelle; tessuti morbidi come il cashmere feltrato che, unito a chiffon di seta o a jacquard di seta cloqué, si modella delicatamente sulle spalle ed in vita raggiungendo, una volta rimborsato, volumi sobri e contenuti; infine, tessuti maschili come la lana British fil-à-fil e il cotone poplin lavato, tagliati e cuciti a filo.

La silhouette e i materiali sono elementi cruciali anche per gli accessori.

La collezione presenta due stili di scarpe: uno è “invisibile,” con un plateau incassato, un tacco conico e un colore che si confonde con la gamba stessa; un concetto che si declina in decolletè, stivaletto alla caviglia e scarpa stringata con tacco. L’altro modello, aperto e lussuoso, è un sandalo di coccodrillo nero con listini di velluto elasticizzato.

I guanti, sia lunghi che corti, suggeriscono un totale senso di discrezione.

Le borse sono morbide, destrutturate, a volte imbottite internamente, realizzate in coccodrillo, struzzo, pitone e in una pelle morbidissima che ricorda le origini storiche della maison.

Per bilanciare la pronunciata verticalità degli abiti, le borse presentano un orientamento orizzontale che si ritrova nelle eleganti clutches e nella versione allungata della Knot.

Un’artigianalità silenziosa e intrigante, che include tessuti macramé di corda, bordature in pellami esotici e intarsi elaborati.

I gioielli si ispirano alle fibbie dell’era scozzese-vittoriana. Ogni pezzo ricorda un cimelio, luminoso e ricco, con l’onice tagliata cabochon, le ametiste e l’occhio di tigre blu e rosso incastonato nell’ argento antico.

“Disegnando questa collezione continuavamo a chiederci: cosa importa veramente?” afferma il Direttore Creativo Tomas Maier. “Il colore, la silhouette, la fluidità dei materiali – quando ti focalizzi su ciò che conta, ti avvicini all’inafferrabile obiettivo della vera naturalità”.

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