Alcune collezioni si costruiscono, altre nascono dal cuore. Questa nasce dal cuore e si sviluppa lungo un percorso preciso, evolutivo, ma al tempo stesso vero, istintivo e naturale. Quello di una donna bella e impegnata, che non nasconde gli occhiali da vista, anzi li ostenta, e che impara poco per volta a trasformare il suo guardaroba classicamente impostato su pezzi must, quali tailleaur pantalone, che si permettono il lusso di alzare la vita per fasciare un corpo impeccabile, giacche che non rinunciano al dettaglio sartoriale delle impunture a vista ed abiti che strizzano l’occhio ad un bon ton di antica memoria, con il colore. Inizialmente prerogativa degli accessori, che da scarpe guanti e borse, tra le quali spicca vistosamente quella ultrapiatta nelle varianti in cavallino fucsia e in coccodrillo rosso, si traslano sul corpo.

Strizzando la vita con maxi cinture, che oltre a fornire il tocco cromatico, innescano un processo di trasformazione che stravolge senza sorprendere. Le forme mutano, ma poco a poco per volta e in maniera assolutamente calibrata, e la donna si specchia e si piace iniziando cosi, a prendere coscienza che può andare oltre senza perdere nulla in fatto di credibilità.

Il ritmo incalza e la palette segue iniziando a staccarsi dalle sfumature dei grigi per virare verso le tonalità più sature dei purple, che man mano si accendono e si illuminano. Le barriere si abbassano ed il gioco inizia a diventare accattivante. Si aprono gli scrigni che contengono maxi spille in plexiglass, vistose collane a boule e accese calze velate.

La tentazione è forte, l’inizio è timido, ma poi esplode in una voglia di allegria che apre la strada all’ingresso delle stampe che scelgono il mood floreale declinato su tre diverse versioni. Si inverte l’ordine dei fattori e la tinta unita sparisce dagli abiti per approdare nelle maxi bag, morbide e destrutturate giocate tra geometrie a nido d’ape. La trasformazione, sia esteriore che interiore è completa. La dicotomia della donna diventa un’alchemica fusione che le consente di indossare con nonchalance ampi cappotti turchesi nei quali la cintura gioca a nascondino, stringendo la vita, ma liberando la schiena, la pelliccia si tinge dei cromatismi tipici della maison, gli abiti, fasciano il corpo accompagnandola verso la sera. Anzi verso la notte. Perchè gli sgargianti abiti che si fermano ben sopra del ginocchio, pretendendo perà costruzioni e ricami da atelier, sono fatti per essere indossati in seconda serata. Per stupire e sorprendere, per colpire ed affascinare in quella parte della giornata in cui tutto è concesso e nella quale si compie l’ultimo passo della trasformazione

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