Le sensazioni che la natura sa suscitare attraverso i colori e la luce, la superficie del mare sulla quale la luce si riflette e moltiplica all’infinito, o ancora le profondità dell’oceano, dove tutto si fa più intenso e misterioso, quasi futuristico, nelle cui acque profonde, così come nell’aria, si annulla la forza di gravità.

Proprio attorno a questa assenza di gravità si costruisce e sviluppa la collezione P/E 2009 di Giuliano Fujiwara, che privilegia materiali impalpabili al tatto, come sempre preziosissimi.

Lo studio sulle nuove proporzioni, avviato con la collezione A/I 2008-2009, si sviluppa ulteriormente: le giacche hanno le spalle strette e si accorciano sensibilmente, come anche i pantaloni.

La leggerezza dei capi permette di giocare con le stratificazioni e le sovrapposizioni, accentuando così un effetto di dinamicità.

Il nuovo abito in maglia ha una giacca di proporzioni ridotte, vicina al corpo eppure comodissima, e bottoni nascosti per enfatizzare l’essenzialità della silhouette: si abbina a shorts con coulisse in vita.

Fra i materiali naturali predominano la seta e il cotone.

Un innovativo, sofficissimo taffetà per una serie di giacche, una mischia di seta croccante che cambia forma al tatto, quasi ne trattenesse la memoria, per poi tornare alla sua condizione originale, senza pieghe o segnature, usata ancora per giacche e shorts; il cotone si fa leggerissimo e trasparente, quasi una garza, per una serie di camicie.

La ricerca sui materiali tecnologici ha portato all’introduzione di tessuti che suggeriscono un effetto bagnato, o che richiamano i riflessi della luce sull’acqua.

Un sottilissimo strato di silicone impermeabilizza il cotone impiegato per una serie di trench, mentre un leggerissimo materiale plastificato protegge dalla pioggia, ma della pioggia assume anche il colore.

La ricerca tessile si spinge oltre: il cotone si mescola a una fibra utilizzata per produrre la carta giapponese, con lana e mohair si crea un tessuto leggerissimo anti-piega per piccole giacche interamente costruite a mano, per la maglieria si combinano cashmere, fibra di legno e fibra di latte.

Con un singolo, sottilissimo filo di cotone ritorto lavorato in Giappone su un telaio circolare si crea una serie di T-shirt senza cuciture, effetto jersey, cui, tirando un filo, viene conferito un aspetto volutamente irregolare e particolarmente dinamico.

Dalla natura, e dalla luce delle ore in cui il giorno inizia e finisce, deriva la palette cromatica.

Predomina il blu, in tutte le sue sfumature, da quello scurissimo del fondo marino all’azzurro lieve del cielo dell’alba.

Il bianco è quello assoluto e intensissimo delle nuvole dietro cui si nasconde il sole.

Il grigio pallidissimo è il colore del mare su cui si specchia un cielo denso di nubi.
Il beige è la sabbia, il bordeaux il sole che si fonde con l’orizzonte al tramonto.

Silhouette essenziali e rigorose si alternano ad altre rese ricche dall’uso degli accessorI.

Sulla testa lunghissimi foulard di seta o insoliti cappelli in canapa dallo sviluppo verticale estremizzato, completati da una piccoli visiera; collane, bracciali e cavigliere in legno naturale e plastica trasparente e geometrica; maxi borse in vernice cui zip e tracolle modificano la forma; mocassini o stivali con la suola leggermente rialzata.

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Articolo pubblicato da in data: 24.06.2008
Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2008