Fluidità e struttura. Silhouette mai statiche. L’anima della collezione Gaetano Navarra per la Primavera/Estate 2009 è il movimento. Linee sciolte e quasi incorporee si oppongono a costruzioni enfatizzate e sostenute. I volumi in evidenza attualizzano gli anni Ottanta, la  scioltezza scivolata rilegge i Trenta, la conformazione di molti capi ha il suo principale riferimento nella voluta barocca. Contrapposizioni e suggestioni differenti che hanno come risultato un glamour inconsueto, da eccentrica signora degli Hamptons, indifferente ai diktat.

Nell’interpretazione delle forme, il punto-vita scende visibilmente. Le ampiezze sono riprese, interrotte da coulisse, mosse da drappeggi, balze, plissé. Proprio il plissé disegna l’abito degradé in cui si susseguono dodici diverse tonalità di grigio, dall’antracite al ghiaccio. Ed un semplice lembo di seta lavata, anch’esso plissettato e fermato con un nodo elementare sul davanti, inventa il più sexy dei capi. Spesso la ricchezza del volume è portata verso il dietro, a controbilanciare il davanti perfettamente clean. Oppure si scosta dal corpo, come nel blazer sartoriale con la baschina sostenuta da crine e stecche. Dichiaratamente neo-Eighties, gli spencer privi di maniche hanno le spalline imbottite a vista che diventano decoro… 

Fluidità e struttura segnano anche la scansione materica. Da un lato fluttuano la seta lavata, il lino, la maglia tricottata che pare seta, veli di organza a triplice sovrapposizione. Dall’altro si impongono l’ottoman sostenuto dal nylon, la rete di nylon, la pelle, l’organza di cotone spalmata. I primi generano leggerezza, i secondi creano sostanza. Gli uni e gli altri convivono e si bilanciano nello stesso capo, nello stesso look: il blazer in seta ha le maniche in rete; il trench mischia organza e rete, il caban strutturato si porta sul pantalone loose…

I colori sviluppano uno scenario composito, eterogeneo.  La pacatezza dell’ocra è vivacizzata da sprazzi di ciclamino. Il blu si esibisce in mille variazioni sul tema: copiativo, cina, polvere, notte… 

Alternanze alchemiche di materia, che fanno pensare ai cieli agitati di Van Gogh, rendono unici gli abiti da sera, sempre corti, degni di una Isadora Duncan del nuovo millennio, in cui si susseguono bande irregolari di petali in organza e in pelle tagliati al vivo, di paillettes, di frange, di piccoli nodi nascosti, di ricami… Gli accessori giocano d’impatto. Le borse sono dipinte a mano a fiori di pesco e farfalle e fanno pensare ai “noren”, i piccoli pannelli giapponesi in tessuto decorati. Le scarpe sono adornate da vezzosi fiocchetti à la Marie Antoinette. I cappelli in nylon, sostenuto dal fil di ferro, possono mutare forma. In alternativa c’è il turbante. Le collane sono grappoli irregolari di ceramiche smaltate, ambra, giada…

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Ultimo aggiornamento: il 21.09.2008