Da una sinfonia eterogenea di suoni, scaturiscono emozioni, suggestioni, immagini. Le note vibranti, nostalgiche, quasi struggenti della melodia eseguita da un pianoforte che suona chiss? dove si confondono con il richiamo indecifrabile, suadente ed aspro insieme, delle orche marine, immerse in un mare lontano e profondo.

Da una sinfonia eterogenea di suoni, scaturiscono emozioni, suggestioni, immagini. Le note vibranti, nostalgiche, quasi struggenti della melodia eseguita da un pianoforte che suona chissà dove si confondono con il richiamo indecifrabile, suadente ed aspro insieme, delle orche marine, immerse in un mare lontano e profondo. 

Nel rimando tra percezioni sensoriali, la collezione di  Francesco Scognamiglio per la prossima Primavera-Estate prende vita come uno spettacolo della natura, come uno scenario in cui si muovono, altere e dolci, misteriose e piene di grazia, donne che paiono  – o vogliono essere? – guerriere, efebiche e sensualissime. 

Sono lievi ed eteree perché scelgono tonalità come il bianco, il grigio opalino,

il rosa cipria

, le sfumature indefinibili delle conchiglie più rare, pur cedendo all’incanto del blu zircone, denso pur se luminoso. Le intenzioni di leggerezza vivono anche e soprattutto nei materiali: nelle sete e nelle organze, preziose e prive di peso, così come nei gazar strutturati, corposi e

fluidi insieme, frutto di lavorazioni proprie dei telai d’antan.  Annullano la legge di gravità anche le piume impalpabili, quasi un leit motiv della collezione. Creano inserti nelle maglie in cristallo. Si celano, in corrispondenza delle spalle, sotto la trasparenza delle bluse, costruendo imbottiture che sembrano – oppure sono? – ali. Le ali di un evanescente e mitico Uccello del Paradiso della contemporaneità.

Annullando le distanze tra epoche, si conciliano tra loro e vengono ridefinite al presente l’allure un po’ severa degli anni Trenta e le attitudini d’avanguardia dei primi Ottanta. Linee e costruzioni rimandano sempre ad un’inconfondibile perizia “couture”, che disegna silhouette ben sagomate, attente, calibrate, con le gonne al ginocchio che per la sera arrivano a sfiorare il suolo.

La sera risplende. La lucentezza dei cristalli “CRYSTALLIZED™ – Swarovski Elements” abbaglia. Sotto forma di sprazzi isolati di luce, ma anche come essenza autentica di un capo intero, spesso al di là delle casistiche consuete che definiscono ciò che è proprio del guardaroba evening. E’ inusitata, per esempio, l’interpretazione della tuta, fatta di abbagli e fulgori, che produce  una visione incantata ed irreale. E’ onirica anche la bellezza delle maglie, in cui i cristalli sono “spezzati” da intarsi a grandi fiori in pizzo applicati sullo chiffon.

Quasi a voler spiccare il volo l’inafferrabile Uccello del Paradiso calza sandali interamente in plexiglas, che sembrano non esserci perché il piede pare nudo e svettano su plateau alti, ma sottilissimi, a cuneo, fortemente arcuati verso l’interno, anch’essi appena percepibili. Mentre sono importanti, persino opulente, le collane, che alternano grosse perle e cristalli opalini.

Nel rimando tra percezioni sensoriali, la collezione di  Francesco Scognamiglio per la prossima Primavera-Estate prende vita come uno spettacolo della natura, come uno scenario in cui si muovono, altere e dolci, misteriose e piene di grazia, donne che paiono  – o vogliono essere? – guerriere, efebiche e sensualissime. 

Sono lievi ed eteree perch? scelgono tonalit? come il bianco, il grigio opalino, il rosa cipria, le sfumature indefinibili delle conchiglie pi? rare, pur cedendo all?incanto del blu zircone, denso pur se luminoso. 

 

Le intenzioni di leggerezza vivono anche e soprattutto nei materiali: nelle sete e nelle organze, preziose e prive di peso, cos? come nei gazar strutturati, corposi e fluidi insieme, frutto di lavorazioni proprie dei telai d?antan.  Annullano la legge di gravit? anche le piume impalpabili, quasi un leit motiv della collezione. Creano inserti nelle maglie in cristallo. Si celano, in corrispondenza delle spalle, sotto la trasparenza delle bluse, costruendo imbottiture che sembrano ? oppure sono? ? ali. Le ali di un evanescente e mitico Uccello del Paradiso della contemporaneit?.

 

Annullando le distanze tra epoche, si conciliano tra loro e vengono ridefinite al presente l?allure un po? severa degli anni Trenta e le attitudini d?avanguardia dei primi Ottanta. Linee e costruzioni rimandano sempre ad un?inconfondibile perizia ?couture?, che disegna silhouette ben sagomate, attente, calibrate, con le gonne al ginocchio che per la sera arrivano a sfiorare il suolo.

La sera risplende. La lucentezza dei cristalli ?CRYSTALLIZED? – Swarovski Elements? abbaglia. Sotto forma di sprazzi isolati di luce, ma anche come essenza autentica di un capo intero, spesso al di l? delle casistiche consuete che definiscono ci? che ? proprio del guardaroba evening. E? inusitata, per esempio, l?interpretazione della tuta, fatta di abbagli e fulgori, che produce  una visione incantata ed irreale. E? onirica anche la bellezza delle maglie, in cui i cristalli sono ?spezzati? da intarsi a grandi fiori in pizzo applicati sullo chiffon.

Quasi a voler spiccare il volo l?inafferrabile Uccello del Paradiso calza sandali interamente in plexiglas, che sembrano non esserci perch? il piede pare nudo e svettano su plateau alti, ma sottilissimi, a cuneo, fortemente arcuati verso l?interno, anch?essi appena percepibili. Mentre sono importanti, persino opulente, le collane, che alternano grosse perle e cristalli opalini.

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Ultimo aggiornamento: il 23.09.2008