LaPianurastudio celebra il suo il decimo compleanno e per la P/E 2009 fa sfilare in passerella una donna trasformista, che ama giocare con il look e interpretare nuovi ruoli  “… il desiderio secondo l’altro è sempre desiderio traslato d’essere un altro…” René Girard, antropologo francese.

Le parole e la filosofia di René Girard introducono nel mood della collezione Pianurastudio P/E 2009, che mette in scena il trasformismo femminile, che si nutre di protagonismo, di narcisismo, di simbolismo, di erotismo, di esibizionismo del corpo, di sogni e di fiabe, senza per questo trascurare quegli aspetti più specifici della realtà che la donna manipola con fantasia, secondo i propri umori, le ispirazioni, le spinte emotive. La genesi del desiderio è così forte e così radicata nella femminilità, che la donna vuole sempre ciò che non ha, mai appagata da ciò che possiede. Per questo è inquieta, accattivante, ‘misterica’ e trasformista. Il vestito per lei ha questa funzione. Non è solo il piacere di possedere un capo di vestiario, è soprattutto quello di interpretare un ruolo, di giocare con gli abiti. Non cosa vuole avere, dunque, ma cosa vuole essere. Una donna cerbiatto? Una pantera, una vamp? Una trasgressiva o una conformista? È così che spesso la donna non si veste, ma si traveste e l’oggetto posseduto fornisce gli elementi per una trasformazione e una identificazione sociale. 
Spazio agli abiti dunque, per un continuo ed incessante susseguirsi di miscelazioni, di mille e più sfaccettature della personalità femminile, un crescendo di colori e geometrie che partono dalle nuance più classiche o basiche, come il bianco e nero, per migrare di pari passo con i tagli dal mood sporty-chic. I capi diventano ‘trasformabili’: magliette che si allungano per diventare deliziosi abitini o t-shirt che si scompongono in canotte.  I dettagli sono uno dei punti forti della collezione, si va dai bordi delle maniche elasticizzati alle pettorine in macramè fatte a mano da sarte e ricamatrici dell’ azienda romana. Così, all’inseguimento di un look adatto ad ogni momento della giornata fatto di mise, sagomate o scivolate, che lasciano spazio a spalle scoperte e ampie scollature. Linee che si fanno rigorose senza nulla cedere all’ostentazione, arrivando poi a conquistare i tagli tipici della sartoria maschile, ingentiliti dai tessuti setosi e dai dettagli in paillettes. Linee che a volte si appropriano dell’austerità dello stile militare,  ma di echi di guerra e tempi di crisi, la moda non ne può più: prova ne è l’iper-presenzialismo dei colori dell’arcobaleno, gli stessi delle bandiere della pace e delle fantasie floreali, dei ramoscelli e dei fiori stilizzati.
Il prossimo guardaroba primaverile di Pianurastudio sarà anche all’insegna della nostalgia per gli anni ’70, con un look che più che i “figli dei fiori”, richiama quello degli amanti delle fantasie bucoliche. Camicette, top e maglie fantasy, una vera e propria esplosione di colore, da abbinare a pantaloni e gonne rigorosamente a tinta unita. La collezione è un trionfo di patchwork, colore, maglieria e tutto ciò che è legato ideologicamente alla necessità di recuperare le forme più semplici e naturali, che danno un’aria romantica e retrò ai capi, ricamati con pizzi e merletti. Non a caso i ‘Seventies’ sono gli anni d’oro dei mercatini dell’usato, dei sabot di legno, degli scialli (assoluta novità della produzione Pianurastudio) e dei maglioni fatti a mano.

Se i Settanta sono protagonisti della nuova collezione creata da Salvatore Pianura, è negli anni Sessanta che l’Optical Art influenza la moda. Proprio a quell’epoca si richiamano i dettagli optical presenti nei capi. Pianura si è ispirato ai quadri di Victor Vasarely (1906-1997) per appropriarsi dei motivi decorativi geometrici, dei madras e del contrasto tra bianco e nero, che fa materializzare immagini di illusoria profondità fra disegni e sfondi, suggestioni ottiche che si ‘prendono gioco’ dell’osservatore. Contrasti blanc et noir dunque, pezzi base per scelte bicolor, per chi nella vita ha grinta e determinazione e osa scegliere l’accostamento più audace tra due estremi. Un mix di luce e tenebre, che si rivela sempre assolutamente chic: dentro o fuori, non ci sono mezze misure. E anche la sera si fa decisamente ‘charming’ con tonalità a contrasto su cui predomina sempre il nero, chic e raffinato. Due colori  che spiccano nella collezione sono inoltre, il grigio, vero must del brand Pianurastudio, e il verde in tutte le sue declinazioni. Dalle tonalità smeraldo al sottobosco, dal verde acido al pastello, accostati a microfantasie  tono su tono con particolari viola, bianchi e neri.
I tessuti vanno dai jersey scivolati al taffetà,  dagli inserti di seta alle cascate di chiffon e alle reti di cotone, dalla garza leggera al cotone puro e al popeline, passando per pizzi e paillettes. Ma la vera novità della prossima stagione sarà la presenza degli scialli patchwork con sovrapposizioni e ricami, che vengono stampati e realizzati direttamente all’interno della sartoria Pianurastudio, che trasforma l’idea stilistica in un capo unico e originale che porta impresso il suo ‘marchio di fabbrica’.
Una collezione che salta da uno stile all’altro senza mai toccarne gli estremi, dedicata ad una donna poliedrica, camaleontica, trasformista appunto, capace di riconoscersi in ogni singola situazione e in momenti diversi della giornata. Pianurastudio presenta la sua collezione, estremamente caratterizzata e riconoscibile, con capi easy da portare, ma contemporaneamente ricercati e di grande sartorialità, per un prèt-à-porter che tende verso la couture.
 “Con questa stagionee per Pianurastudio si chiude un cerchio – dichiara Salvatore Pianura, direttore creativo del marchio – E’ passato un decennio dalla fondazione del brand e bisognava festeggiare in maniera adeguata. Le mie nuove creazioni dunque, per celebrare un importante anniversario, ma soprattutto per levare il nostro personalissimo inno alla  femminilità e alla donna con tutte le sue sfaccettature. Una collezione – continua – che è anche uno spaccato del  made in Italy, esaltazione dell’artigianalità, dell’originalità dei capi. Segno straordinario di distinzione e di appartenenza ad un popolo, ad un paese conosciuto in tutto il mondo per la sua laboriosità creativa”.

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Articolo pubblicato da in data: 24.09.2008
Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2008