Reminiscenze degli anni in cui le vacanze non avevano tempo. Quando ai Caraibi ci si arrivava su grandi navi bianche e si sbarcava come un sogno.

Sedotto dalle costruzioni coloniali dell’Avana, lo stilista le usa come sfondo della sua performance. In scena dunque il viaggio e non la vacanza.

La linea del guardaroba di queste nuove viaggiatrici è affusolata, il punto vita volutamente enfatizzato accresce la femminilità di gonne ampie e di abiti per le diverse ore del giorno.

La mattina spazio ai costumi interi, scollati a V o addirittura con un accenno di manica per aumentare l’eleganza di una moda mare che diventa vera e propria beach couture. E caftani lunghi e corti ricamati con sottili fili di paglia colorati o dorati.

Il pomeriggio i pantaloni molto ampi a vita alta, indossati con camicie in organza, jersey, georgette e pizzo.

Abitini di morbido jersey, fibra nata proprio negli anni ’40 accostati o oversize ma sempre molto morbidi.

Le giacchine sono corte o possono essere sostituite da sottil i cardigan o camicie completate da leggere sciarpe e foulards.

Protagonista a sorpresa per il giorno l’organza, per la sua leggerezza consente completi di pantaloni, abitini, camicie e caban da usarsi come impalpabili soprabiti.

La sera via allo smoking con tutto il fascino che può avere un abbigliamento maschile sul corpo femminile, classico ma originale negli accostamenti cromatici di bianchi e neri.

Ma la donna può essere anche iperfemminile con abiti leggeri di chiffon al ginocchio o alla caviglia dai colori giovanissimi, quasi ingenui, di fiori e farfalle micro e macro. E ancora toni naturali della terra e nero mescolato al fuxia, il viola, il verde acqua.

Importanti accessori, in paglia e rafia. Grandi cappelli, borse capaci e le scarpe, poi sono quasi sculture: veri oggetti di culto con zeppa ricoperta di tessuto o vertiginoso tacco.

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Ultimo aggiornamento: il 25.09.2008